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SHARE PRIZE 2013


REAL TIME | REAL SPACE

Partecipando con grande entusiasmo più di 250 artisti si sono iscritti al premio, giunto alla settima edizione.
La giuria composta da Jasmina Tesanovic, Bruce Sterling, Simone Arcagni e Luca Barbeni ha selezionato le 6 opere finaliste che verranno presentate dal 30 ottobre al 9 novembre 2013 presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Dichiarazione della Giuria

Hic et Nunc si diceva molti anni fa. Durante l’esplosione (letterale dato che la bolla effettivamente esplose) di internet era convinzione comune credere che la tecnologia digitale ci avrebbe teletrasportato in uno spazio virtuale globale e infinito. Oggi i nostri confini sono i nostri amici e il tempo di risposta quello di un click. Le nuvole che registrano i dati, li fanno successivamente piovere sulla terra. I dati immateriali entrano in sinergia con il territorio e lo integrano in tempo reale aumentando le possibilità di interazione con le persone a noi vicine e con la realtà fisica.

Quali differenti forme di comunicazione possono esserci tra l’immateriale e la realtà fisica?

Le opere selezionate costituiscono diversi spazi di rappresentazione di questo incessante flusso in tempo reale, pratiche artistiche che creano visioni critiche del nostro spazio e del nostro tempo.
In questo percorso i confini tra spazio fisico e simbolico si sovrappongono per esplorare una dimensione nella quale la ricerca estetica ri-orienta le modalità di comunicazione.

28 di Komplex invade la città con una narrazione cyber noir. Questa storia satirica, crudele e assurda utilizza Torino come palcoscenico dove i personaggi e i lettori condividono lo stesso spazio. 28 è una storia fruibile solo seguendo il percorso reale dei personaggi sullo schermo di uno smartphone su un browser per dati in realtà aumentata.

L’opera di McCarthy Lauren, Social Turkers portando alle estreme conseguenze due fattori che caratterizzano soprattutto la vita dei giovani, quali la precarietà/flessibilità del lavoro e l’istantaneità delle comunicazioni tipica dei social network, ha creato uno spazio di controllo/comunicazione in tempo reale dove le sue scelte nella vita reale sono condizionate dai suggerimenti della cosiddetta “crowd”, costituita da persone pagate tramite Amazon Mechanical Turk.

Activists di Nika Oblak e Primoz Novak affronta criticamente il problema della delega, facendo in modo che i robot sostituiscano l’uomo in un’altro ambito, la protesta. Robot meccanici si muovono autonomamente in una zona delimitata, esprimendo opinioni al posto dell’uomo. Siamo in grado di agire per creare un cambiamento?

Nell’epoca della dittatura del “touch”, Base 8 di Christine Sugrue crea un ecosistema immateriale che interagisce con gli spazi tra le nostre dita e le nostre mani. Utilizzando un vecchio trucco teatrale quest’opera rappresenta poeticamente quanto, più che case di vetro, i nostri sistemi informativi possano essere considerati case di specchi.

Attraverso l’opera Apotheosis of Glasgow High-Rises Myriam Thyes presenta visivamente lo spazio e il movimento architettonico della città: edifici vittoriani stanno in un reticolo di strade piene di automobili e di autobus. Verso la periferia, grattacieli dominano il paesaggio nel rumore senza fine dell’autostrada urbana. Riprese, fotografie, collage e sonoro impongono allo spettatore di vedere le città con altri occhi.

L’installazione cinetica di Nils Völker, 1|2 Eighty Eight, rappresenta un incessante flusso con un processo analogico presentato in una matrice “digitale”. Sacchi neri di plastica costituiscono i pixel di uno schermo animato. Il preciso movimento trasforma i sacchi neri in sinuose onde del mare. Questa matrice cinetica, che pare respirare, stabilisce con lo spettatore una relazione simile a quella che si instaura in natura, portandolo a riflettere sulla vita e sui suoi processi

La giuria composta da Jasmina Tesanovic, Bruce Sterling, Simone Arcagni e Luca Barbeni ha selezionato le 6 opere finaliste che verranno presentate dal 30 ottobre al 9 novembre 2013 presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e il vincitore di Share Prize.

I sei finalisti sono McCarthy Lauren, Komplex, Nika Oblak & Primoz Novak, Christine Sugrue, Myriam Thyes, Nils Völker.

La giuria decreta vincitore della 7° edizione di Share Prize ½ Eighty Eight di Nils Völker, per l’esperienza di contemplazione che genera nello spettatore il contrasto tra la spazzatura evocata dai sacchi neri e l’eleganza del movimento complessivo. L’opera crea una rete di suggestioni tra lo spazio urbano e la vita organica andando davvero a ripensare in maniera critica e espressiva i concetti di tempo e spazio.

La menzione d’onore è stata conferita a Social Turkers di McCarthy Lauren per la creazione di un dramma interattivo sul tema relazioni contemporanee che affronta criticamente le dinamiche in tempo reale delle nostre comunicazioni. Il processo messo in atto mostra inoltre come sia sempre più urgente un nuovo modello economico per le comunicazioni sociali.

Exhibition Share Prize 2013 REAL TIME | REAL SPACE

30 Ottobre – 9 Novembre 2013

Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Lunedì – Venerdì 10.00 – 19.00

Sabato – Domenica 15.00 – 19.00

Sabato 9 novembre 15.00 – 23.00

Le Opere Selezionate

2013 – Winner

1/2 Eighty Eight

Nils Völker (DE)

½ Eighty Eight è un’installazione site specific che Nils Völker ha realizzato per Share Festival sulla parete entrale dello scalone dell’Accademia Albertina.
I classici sacchi per la spazzatura neri creano un forte contrasto con la classicità del vecchio edificio.
I sacchetti di plastica sono gonfiati e sgonfiati a ritmi controllati, creando animazioni ondulatorie in tutta la parete. Forme appaiono da questa matrice a rete e scompaiono risucchiate dalla superficie. In questo modo, le forme e i confini dell’installazione stessa cominciano a dissolversi.

Questa matrice cinetica, che pare respirare, stabilisce con lo spettatore una relazione simile a quella che si instaura in natura, portandolo a riflettere sulla vita e sui suoi processi.

La giuria decreta vincitore della 7° edizione di Share Prize ½ Eighty Eight di Nils Völker, per l’esperienza di contemplazione che genera nello spettatore il contrasto tra la spazzatura evocata dai sacchi neri e l’eleganza del movimento complessivo. L’opera crea una rete di suggestioni tra lo spazio urbano e la vita organica andando davvero a ripensare in maniera critica e espressiva i concetti di tempo e spazio.

Nils Völker è un media artist che vive e lavora a Berlino. Dal 2010 Nils Völker crea opere d’arte con i linguaggi della computazione fisica lavorando su una convergenza di arte e tecnologia.

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2013 – Honorary Mention Winner

Social Turkers

Lauren McCarthy USA

E se potessimo ricevere riscontro in tempo reale sulle nostre interazioni sociali? Come potrebbe la nostra esperienza aumentata aiutarci a diventare più consapevoli delle nostre relazioni, farci uscire dai soliti schemi, e aprirci verso possibilità inaspettate?

Lauren McCarthy sta sviluppando un sistema come questo utilizzando Amazon Mechanical Turk. Nel corso di una serie di appuntamenti con persone nuove che l’artista incontra su internet, lei manda in streaming l’interazione sul web utilizzando una applicazione per iPhone. Attraverso Amazon Mechanical Turk lavoratori saranno pagati per guardare il flusso, interpretare ciò che sta accadendo, e per offrire un suggerimento su ciò che avrebbe dovuto fare o dire. Questa informazione verrà comunicato a lei tramite messaggio di testo.

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2013 – Entry Selected #3

28

Equizzi Mariano – Komplex (IT)

28 è una storia fruibile seguendo il percorso reale dei personaggi sullo schermo di uno smartphone su un browser per dati in realtà aumentata. E’ una storia cyber-noir dove un ipnotista mutante indaga su un misterioso omicidio in uno scenario fra L. Carrol e W. S. Burroughs.

La storia è disseminata sulle superfici urbane, alcune “aure” sono geolocalizzate, altre sono facilmente riconoscibili fra gli scorci di Torino, altre vanno scoperte.
Il pubblico interagisce, si muove, ricerca e implementa un nomadismo urbano alla ricerca della storia. Il fruitore diventa lui stesso attore del processo narrativo, lo innesca e lo condivide attraverso il cellulare.
La piattaforma offre al fruitore una immersione costante fra la vicenda surreale, gli spazi urbani e i social media.

Dopo uno storico periodo di sperimentazione a partire dalla metà degli anni 90, il progetto supera i limiti del linguaggio lineare dei media per diventare transmediale. Komplex sintetizza media.

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2013 – Entry Selected #4

Activists

N. Oblak, P. Novak (SI)

Activists, è un’installazione composta da cinque o più robot mobili con cartelli di protesta. Ogni volta che questi robot attivisti appaiono in pubblico, occupano lo spazio in lotta per una società migliore. Queste macchine presentano cartelli di protesta propri. Mentre osserviamo il mondo e la vita procede, i robot attinvisti stanno sostituendo gli esseri umani in un altro settore, e esprimono opinioni al posto nostro.

Questi robot ci mettono di fronte a noi stessi passivi e riflettono una società egocentrica, dove pur avendo tutte le libertà che vogliamo ci manca un linguaggio per articolare la nostra non-libertà.

Activists si chiede se il mondo in cui viviamo sia abbastanza stabile, e se mai ci fosse bisogno di un qualche cambiamento, ci stiamo sforzando abbastanza per far nascere un cambiamento?

Nika Oblak & Primoz Novak hanno lavorato come un gruppo dal 2003. Hanno studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Lubiana, in Slovenia. Nika Oblak si è laureato in pittura, nel 2002, e Primoz Novak si è laureato in scultura, nel 2002.

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2013 – Entry Selected #5

Base 8

Christine Sugrue (USA)

Base 8 esplora gli spazi e i movimenti tra le dita, mani e braccia. La riflessione attraverso il vetro crea l’illusione di un mondo sospeso nell’aria.
Il titolo del lavoro è stato ispirato da diverse lingue rare che hanno sviluppato una base di conteggio ottale perché la loro cultura contava utilizzando gli spazi tra le dita, piuttosto che le dita stesse.

Il lavoro utilizza un trucco teatro del 19° secolo (il fantasma di Pepper), che è stato originariamente utilizzato per creare l’illusione dei fantasmi sul palco con attori dal vivo. In questo moderno adattamento della tecnica, l’illusione viene utilizzato per creare la sensazione di un mondo fluttuante reattiva che prende vita direttamente attorno al corpo visitatori.
Sviluppato presso artista di Ljudmila in programma di residenza, Ljubljana, Slovenia.

Chris Sugrue è una artista e programmatrice che sviluppa opere che si confrontano con la tecnologia con curiosità e predisposizione al gioco e che riflettono su temi come la vita artificiale, il tracciamento degli occhi e le illusioni ottiche.

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2013 – Entry Selected #6

Apotheosis of Glasgow High-Rises

Myriam Thyes (CH)

Apotheosis of Glasgow High-Rises offre uno sguardo sul mutevole cielo di Glasgow: in centro città, edifici vittoriani stanno in un reticolo di strade piene di auto e pullman. Verso la periferia, grattacieli dominano il paesaggio galleggiando nel rumore senza fine dell’autostrada urbana M8. Una volta, i grattacieli erano ultra-moderni e popolare, ma nel frattempo sono diventati vecchi e trascurati, in parte abbandonati, e molti di loro vengono demoliti.

Alcuni ex abitanti idealizzare “loro” buoni grattacieli, altri non vogliono vedere più di loro e preferiscono piccole case famiglia. Il video si conclude con una ascensione di grattacieli. Un apoteosi per cambiare modi di vita urbana. Riprese, fotografie, collage e sonoro impongono allo spettatore di vedere le città con altri occhi.

Myriam Thyes è un’artista new media dalla Svizzera, che vive in Germania. Dal 1994, Thyes partecipa a mostre e festival di livello internazionale. Ha lanciato e realizzato progetti partecipativi e progetti di media art in spazi pubblici.

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