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INAUGURAZIONE
30 ottobre ore 18:30
Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – via Accademia Albertina 6, Torino

Dal 30 ottobre al 16 novembre prosegue anche quest’anno la nostra collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino con il quale presentiamo il Festival presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Real Time | Real Space è il titolo della 9° edizione di Share Festival.

Passata la sbornia di virtualità digitale degli anni novanta ora l’immateriale subisce la forza della gravità e ci avvolge come un velo interattivo. Ormai l’Internet delle Cose è una realtà affermata, che varrà quasi 2 trillioni di dollari nel 2020, dove a fronte dei 3,5 milliardi di device mobili connessi oggi, se ne prevedono 30. Gravità quindi sia nel senso di forza fisica e di integrazione con le persone e i luoghi sia nel senso di ciò che è ormai troppo importante per essere sottovalutato.
Infatti “in un mondo di dignità digitale, ogni individuo sarà il proprietario commerciale dei di qualsiasi dato possa essere estrapolato dal suo stato o dal suo comportamento”, ma oggi non è così. Secondo la società di analisi Gartner nel 2017 otto persone su dieci saranno disposte a scambiare informazioni personali in cambio di una riduzione dei costi.
Passando dalle autostrade dell’informazione alle reti sociali la produzione di contenuti si basa su un perpetuo e istantaneo remixaggio.
Questa interattività istantanea dei dati aumenterà il valore delle informazioni personali a fronte di quali ridefinizioni del concetto di privacy?
Con la sovrapposizione di questo velo digitale nasce quindi un Coded/Space che è il prodotto di un’infrastruttura codificata, dove i processi sono distribuiti lungo l’architettura della rete, rendendola sia locale che globale, innervata nel territorio, ma accessibile dappertutto.
Come reagiscono gli artisti a questo spazio che emerge tramite una pratica che è contingente, relazionale, e dipendente dal contesto?

La computazione distribuita porta a un diverso approccio verso la tecnologia, che non è “più centrata sull’oggetto, assolutamente personale, focalizzata sull’individuo” e sul piano della percezione conscia a una modalità di percezione che in questo tipo di ambienti è “atmosferica, impersonale, accessibile collettivamente, e su scala percettiva microtemporale.”

Come sottolinea Eric Kluitenberg proprio nell’epoca dei social network le strade e i movimenti di piazza hanno assunto nuova forza. Attraverso la presenza fisica il soggetto si fonde nella massa, diventando un pubblico in grado di presentare delle proposte attraverso la visibilità data dalla riappropriazione degli spazi pubblici.

Questo spostamento dell’attenzione dalla promozione individuale del profilo personale alla costituzione di un soggetto pubblico è sintomatica del bilanciamento del potere dal soggetto all’ambiente, al sistema, all’infrastruttura, al network.

La cognizione distribuita non rappresenta solo un nuovo stadio dell’evoluzione dei computer ma un salto qualitativo della nostra percezione della realtà.

In un ambiente REAL TIME | REAL SPACE i computer interagiscono con noi al livello delle microsensazioni, a un livello microtemporale che è invisibile alla percezione conscia. La mediazione è articolata attraverso forme di assistenti virtuali o sistemi di intelligenza artificiale che rimettono in discussione l’approccio Ego-Cartesiano centrico in favore di una incorporazione della mente-corpo nel mondo.

Marleen Stikker riguardo al nostro rapporto con questa realtà mista, dove istantaneamente si passa da un luogo a un altro, da un network a quello successivo, mette in evidenza come il cursore lampeggiante non sia più esterno rispetto a noi, Noi siamo il Cursore!
Come cambiano le modalità di interazione dell’uomo con la società, quando diventa un “cursore”? Quali variazioni locali nascono dall’incontro di una tecnologia con un particolare contesto culturale?

Questo velo che copre la realtà può essere utilizzato, come ogni velo, per rivelare come per nascondere, dipende dalle intenzioni e dal nostro approccio verso questa mole di dati che abbiamo oggi a disposizione. Ad esempio, l’attività di un dipartimento come Density Design cerca di fornire all’uomo nuovi strumenti per cercare di razionalizzare la fruizione dei dati attraverso visualizzazioni grafiche.

Anche quest’anno Share Festival cerca di chiedersi come operino gli artisti in questo contesto dove, non essendo solo mediatori estetici ma anche mediatori sociali, utilizzano le reti per ridefinire lo spazio relazionale e mediatico.
Quali pratiche sociali, artistiche, culturali sono da intraprendere per creare una società plurale di cittadini e utenti? Quali pratiche utilizzano gli artisti per promuovere una società aperta e inclusiva?
REAL TIME | REAL SPACE presenta degli spunti di riflessione e delle soluzioni temporanee che indicano una direzione dove la ricerca estetica possa ri-orientare i processi degli artisti, delle reti e dei cittadini.

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