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La settima edizione di Piemonte Share Festival, che si è svolta dal 2 al 13 novembre 2011 al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, è dedicata alle espressioni poetiche e politiche delle pratiche contemporanee, il titolo volutamente pop Cops & Robbers ne definisce l’approccio dissacrante e provocatorio.

Guardie e ladri, colpevoli e innocenti, legalitari e sovversivi, rispettosi e rivoluzionari.

C’è sempre qualcuno che ruba qualcosa, e qualcun altro che insegue, proprio come in Guardie e Ladri, ma oggi i buoni sono spesso dalla parte sbagliata. Le posizioni si confondono, le idee si mescolano. E’ una linea sottile quella che divide la legalità dall’illegalità nel campo della libertà di parola, nella fuga di notizie, nell’attivismo, nel copyleft, nell’appropriazionismo e nell’interventismo. Sono concetti che hanno anche un inevitabile impatto su altre aree con le quali sono correlati, come la libertà di stampa, la proprietà intellettuale, la condivisione del sapere, la protesta e lo spazio pubblico.

Share Festival è un’occasione per riflettere sull’emergere di uno sfondo sociale che ha trasformato i paradigmi su cui si basa una società digitalizzata e globale. In questo contesto sorgono questioni politiche legate alla democrazia e alla partecipazione, alla visione critica dell’informatizzazione della cultura e dei processi sociali condivisi.

Chi è l’autore oggi? Di chi è la proprietà dei dati che forniamo in rete? Chi si appropria e chi si insegue?

Una risposta a queste domande emerge dalle pratiche artistiche della mostra Share Prize, che contiene opere che esprimono un’estetica che segna il passaggio dalla società dello spettacolo alla società della partecipazione, da Fluxus e dal Situazionismo all’arte in epoca digitale, dalle Biennali allo Share Festival. Gli artisti ci dimostrano che l’originale non conta più del suo fake, e la strategia di comunicazione creata ad hoc è la parodia del messaggio: convergono politica, newmedia, arte.

Gli ospiti delle conferenze in qualche modo sono robbers, falsari, pranker, culture jammers, interventisti, ladri di segni, costruttori di simboli, provocatori politici, hacktivisti che occupano i tazebao digitali, le telecamere di sorveglianza, hackerano i sistemi di informazione della città, reclamando le strada, incitano alla partecipazione, ribaltando i punti di vista. E la partecipazione assume un’istanza di risveglio al dissenso, di attivismo e il Festival diventa il contenitore di un messaggio provocatorio, paradossale, al limite della legalità.

Voi da che parte siete: Guardie o Ladri?