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    Due robot percussionisti. Due bidoni d'acciaio. Un performer umano interfacciato con le macchine. La meccatronica e la musica. La ripetitività della produzione industriale che diventa gesto musicale.
Un progetto che dal passato delle avanguardie italiane ritorna in tutta la sua contemporaneità per
suggellare un nuovo rapporto tra l'uomo e la macchina.

Il sottotesto si muove lungo le linee del Nag Hammadi, testo gnostico del terzo secolo dopo Cristo, ma attraversa poi le mitologie contemporanee, attraverso brani tratti da Ballard e Burroughs,
sul tema della relazione e della fusione fra umano e macchinico.

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