SHARE PRIZE 2012

Le parole OPEN YOUR CITY sono la traccia tematica che ha guidato la mostra di Share Prize. Il premio ha come obiettivo scoprire, promuovere e sostenere le arti in epoca digitale. La selezione delle opere finaliste della mostra è dedicata agli artisti che interpretano l’innovazione come linguaggio di espressione artistica, in ogni modo e forma. Quest’anno ha raccolto 290 iscrizioni da 22 paesi diversi. Una giuria internazionale composta da Simona Lodi, Carlo Ratti, Bruce Sterling e Mirjam Struppek hanno scelto gli artisti in base all’aderenza al tema e al valore estetico dell’opera.

Dichiarazione della giuria

Quale è il ruolo dell’arte, in questo momento di transizione sociale verso la città del futuro? In quest’ottica gli artisti hanno interpretato il tema Open Your City, sviscerando le parole chiave. La short-list della giuria riflette l’interpretazione del riapparire artistico del paesaggio urbano moderno come sistema, dove l’elemento solido è sostituito dal messaggio, dalle informazioni e dai database, una città reale ma smaterializzata.

Capacities: Real Time Complex – Connected Cities dell’artista inglese Stanza dedica la sua installazione alla complessità della vita in determinato ambiente. Ogni ambiente è sottoposto a cambiamenti continui che sono monitorati in tempo reale. I cambiamenti portano continua tensione e stressano il concetto di linearità ed evidenziano le emergenze che compaiono. In questo caso l’organismo è la città e non il singolo cittadino ma l’intero complesso urbano, tracciandone il profilo come sistema multiforme. L’installazione è lo specchio in real-time di ciò che si modifica, raccogliendo grosse quantità di dati trasformati esteticamente in una copia della città ma fatta di cavi, luci e sensori che esprimono il passaggio degli elementi ambientali raccolti in forma numerica. L’attenzione insistente è osservare i dati ambientali raccogliendo la temperatura, la luce, la pressione atmosferica, il rumore, e il suono della città fuori dal museo. Raccogliere elementi numerici che riguardano l’ambiente è diventata un’arte e l’arte e’ diventata un insieme di dati piuttosto che un insieme di molecole.

Per Mark Shepard il futuro degli abitanti delle città sarà distopico al punto da doversi dotare di un Kit di sopravvivenza per difendersi dalla Città diventata senziente, dotata di capacità sensibili, come vista, udito, tatto e realizzando un mondo reale sotto controllo. Scegliendo un tema di fantapolitica totalitaria governata dalle corporation, la Smart City è vista come un agglomerato sensibile ai dati. Per proteggerci indosseremo solo biancheria intima dotata di sensori, avremo i nostri network nascosti in tazze da viaggio, ci tuteleremo con ombrelli schermanti dalla sorveglianza urbana, insomma vivremo come contro-spie in una città panoptica.

All’opposto Jonathan Baldwin ha visto la città come un gioco collettivo. Usando reti locali WiFi (mesh network) trasformando ogni quartiere in un Ushahidi – un network nato in Kenia – con la grafica pop del videogame The Sims. TidePools unisce l’attivismo sociale del crowdsourcing – attivando la partecipazione dei vicini di casa che condividono le problematiche e i benefici dello stesso quartiere. Definibile come ‘activist mapping’ crea uno strumento di partecipazione per la gente. Nessuno sarà più solo ad affrontare un problema e i progetti saranno risolti condividendoli da chi vive nella zona in modo autogestito.

On Journalism #2 Typewriter è una macchina per scrivere analogica ma azionata da un meccanismo regolato da un computer. Un progetto creato da Julian Koschwitz che unisce l’aspetto collaborativo a quello combinativo: la macchina scrive storie senza fine su carta senza fine, abbinando le storie dei giornalisti uccisi nel mondo dal 1992 e ri-combinando i dati di questi tragici eventi in modo auto-generativo, ma guidato dalle connessioni che il computer trova nei dati provenienti dal Committee to Protect Journalists con ricerche sul web, creando un lungo rotolo infinito, ovvero un nuovo giornale. Può una scultura interattiva rappresentare una mappatura che interagisce con dati provenienti dal web, dagli sms, dai social network?

SYN è una mappa delle relazioni umane filtrate dai newmedia. Mariano Leotta si interroga sul tipo di rappresentatività che questi filtri hanno rispetto alla realtà al di fuori del web. Siamo soprattutto sinapsi che consentendo il passaggio dell’impulso nervoso da una cellula all’altra di un corpo mediatico sintonizzati da pacchetti di dati?

E per terminare la selezione non poteva mancare a Share Prize un’opera attivista del collettivo berlinese VR/Urban Reclaim the Screens con SMSlingshot. Una fionda che contiene un dispositivo reclama lo spazio urbano. L’opera ha un congegno palmare inserito in una fionda di legno per diffondere informazioni su schermi pubblici. Le persone lanciano sms che colpiscono i muri della città. Il principio interattivo di digitare un messaggio, che mira con il laser e tira un simbolo di colore è la riappropriazione militante della città.

IL VINCITORE E’…

La giuria nella persona di Mirjam Struppek ha motivato le scelte con queste parole:

“La Short List della Giuria riflette sulle pratiche artistiche contemporanee, rivelando un’immagine della nostra città che sembra essere sempre di più un sistema regolato dai dati, scambi di informazioni o messaggi prodotti da noi o dal nostro ambiente. Considerando criteri di valutazione come la completezza formale, la capacità di comunicare il proprio messaggio, il collegamento tra la realtà fisica e digitale, la partecipazione dei cittadini come creatori e il tema di Open Your City, la Giuria ha deciso di assegnare il premio all’artista inglese Stanza. Il suo lavoro Capacities: Real Time Complex – Connected Cities ha meglio rappresentato esteticamente e tecnicamente la vita in real-time di una città, monitorando dei quartieri di Londra per mostrare la complessità di un luogo urbano in tempo reale come un sistema in perpetua mutazione.”

The Sentient City Survival Kit di Mark Shepard ha ricevuto la Menzione d’Onore perche giustamente mette in discussione concetti alla moda come “smart city”, basati sull’Internet delle cose e sull’ubiquitous computing. Mark Sheppard ci offre un kit artistico di sopravvivenza per un ambiente codificato ovunque che ci prepara per una città distopica senziente.

Screen Program Dancing Hands
Riguardo alla mostra video Dancing Hands la Menzione Speciale va ad Antoine Schmitt con City Lights Orchestra come il migliore progetto partecipativo dal basso di Share Festival 2012. Quindi invitiamo tutti i Cittadini di Torino a partecipare ad una Orchestra fatta di luci nella città collaborativa e crowdsourcing di Open Your City il 10 novembre dalle ore 21:00. L’artista Antoine Schmitt ha bisogno dell’aiuto delle vostre mani per trasformare la vostra finestra in un pixel lampeggiante di un enorme schermo di collaborazione urbana. Configura il computer per ottenere una luce pulsante prolungando il tempo in cui il display va in pausa, disattiva lo screen saver e metti lo schermo browser a tutto schermo, quindi, collegati a www.citylightsorchestra.net, metti il pc vicino alla finestra, spegni le luci ed esci a goderti lo spettacolo! O anche, per la strada, accedi alla stessa pagina web col tuo smartphone e fai pulsare lo schermo del telefonino a ritmo con la sinfonia.

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