“Nessuna teoria oggi esula dal mercato” Theodor Adorno.
Quali le relazioni fra la cultura contemporanea e mercato, come i nuovi media si integrano con i linguaggi artistici e l’economia, quali le convergenze fra arte interattiva e advertising? Market Forces, le forze del mercato, è il tema della quinta edizione del Piemonte Share Festival, a Torino dal 3 al 8 novembre 2009 al Museo Regionale di Scienze Naturali in via Giolitti, 36. .
Piemonte Share Festival, diretto da Simona Lodi e Chiara Garibaldi, sarà una intensa full immersion nelle culture e nelle arti legate ai nuovi media e alle tecnologie digitali. Il Festival, che è in network con il Sonar di Barcellona, l’Ars Electronica Festival di Linz e il DEAF di Rotterdam, celebra, in un’atmosfera di festa e divertimento, la creatività nell’era dell’Information Technology.
Il curatore ospite, dopo l’edizione straordinaria dello scorso anno diretta dallo scrittore cult Bruce Sterling, sarà Andy Cameron.
Inglese, Cameron è dal 2001 direttore creativo di Fabrica, dove è responsabile del programma di ricerca sui media interattivi e della politica di comunicazione interattiva e online del Gruppo Benetton. Nel 1993 ha creato l’Hypermedia Research Centre presso l’Università di Westminster e nel 1995 ha co-fondato l’influente gruppo di design interattivo antirom. Ha collaborato ad importanti progetti di design interattivo sia per clienti commerciali che per istituzioni culturali; ha vinto i premi D&AD e BIMA (British Interactive Media Award).
Share Festival 2009, attraverso incontri, conferenze e una grande mostra interattiva, analizza in particolare modo le relazioni che si sono create tra l’innovazione artistica e la comunicazione aziendale, che dovendo fare breccia all’interno di flussi informazionali sempre più fitti ha bisogno dell’invenzione artistica per colpire il cliente/spettatore. Allo stesso tempo le forze del mercato ci aiutano a definire approcci critici per la new media art.
Per il terzo anno, durante il festival, verrà assegnato lo Share Prize: lo spazio dedicato alle opere che concorrono al premio internazionale The Globe costituiscono il nucleo essenziale del festival.
I sei finalisti sono stati selezionati tra più di 300 progetti giunti a Torino da tutto il mondo. Tutti i finalisti si confrontano con importanti problematiche attraverso stili innovativi ed esteticamente rilevanti: una serie di specchi segue lo spettatore che vi cammina in mezzo, ma chi guarda chi? In un altro spazio si possono creare immagini con il fiato umano attraverso una densa polvere; una rete neurale realizzata con legno e corde simula il processo del pensiero, anche se non ha ancora nulla da dire. Una scultura cinetica modella il caos attraverso palline di acciaio volanti e un oggetto costituito da una ventola fa galleggiare pezzi di carta nell’aria e genera musica con l’azione delle mani. Infine una classica opera di net.art cresce creando interessanti pattern unici.
I finalisti per lo Share Prize 2009 sono: Ernesto Klar Convergenze Parallele, Lia Proximity of needs, Andreas Muxel Connect, Francesco Meneghini-William Bottin Sciame 1, Ralf Baecker Rechnender Raum, Random International / Chris O’Shea Audience.
Tutti gli eventi della quinta edizione del Piemonte Share Festival sono ad ingresso gratuito.
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MARKET FORCES
Il mercato è diventato il terreno di scontro privilegiato per qualisiasi idea o prodotto dove le problematiche riferite al caos e al valore, al significato e alla casualità, alla politica e all’economia si scontrano. Queste astrazioni instabili e complesse hanno effetti concreti sulla nostra quotidianità.
In accordo con il nostro curatore ospite Andy Cameron abbiamo scelto questa tematica per le omologie e i contrasti che nascono dall’incontro delle forze del mercato e della cultura.
L’arte, proprio come il mercato, riguarda sempre più processi relazionali piuttosto che procedure rappresentative. Queste relazioni nascono grazie alle forze esterne alla cultura che intervenendo su di essa ne influenzano i livelli materiale, simbolico e strategico. Ogni forza costituisce una relazione. Ogni forza costituisce un potenziale in grado di influenzare, formare e creare.
Il paradigma informazionale promosso da technoliberisti e neoliberisti ritiene che il “mondo sia piatto”, che i flussi di denaro, energie, cultura possano liberamente circolare su tutto il pianeta senza alcun ostacolo: così non è, esistono attriti e forze strutturali, economiche e culturali che interagiscono e si scontrano in ogni luogo. All’interno di questa visione si pensa che non esista null’altro che l’informazione libera di fluire, si pensa che tutto quanto esista all’interno di questo globo interconnesso, che non esista più nulla all’esterno, ma che tutto sia interno/connesso. Questa visione del mondo senza frizioni si scontra con la nostra realtà costituita da pattern di distribuzione, spazi di discussione, incontri complessi e tensioni locali.
Il mondo non è piatto, è complesso. E’ la complessità, piuttosto che il paradigma informazionale, che caratterizza la nostra realtà: elementi differenti connessi secondo molteplici dinamiche, autorganizzanti, emergenti, aperti, adattivi, che nascono dal locale ma che hanno effetti globali, che vivono in un regime sempre lontano dall’equilibrio e che per questo evolvono.
All’interno di questo contesto Share Festival 2009 analizza in particolare modo le relazioni che si sono create tra l’innovazione artistica e la comunicazione aziendale, che dovendo fare breccia all’interno di flussi informaizonali sempre più fitti ha bisogno dell’invenzione artistica per colpire il cliente/spettatore. Inoltre l’influsso delle forze del mercato è determinante la definizione di un valore per la new media art.
Andy Cameron

