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	<title>Piemonte Share</title>
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	<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:24:22 +0000</pubDate>
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		<title>Londra: reportage dalla HTTP Gallery. [Part One - La storia e il luogo]</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 15:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penelope.di.pixel</dc:creator>
		
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Reduce da un breve soggiorno londinese, una pausa rigenerante dal soffocante caldo peninsulare, mi ritrovo a scrivere di questa esperienza. Sono stati giorni intensi e solo nell&#8217;ultimo pomeriggio, giusto ieri, trovo il tempo per riscostruire le tappe del percorso. Il motivo che mi ha portato a Londra è una conferenza sull&#8217;infoestetica di IEEE, &#8220;Information Visualisation&#8220;: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/artsblog/HTTPgallery.jpg" class="post" border="0" width="586" height="391" alt="HTTP gallery" /><br clear="all" /></p>
<p>Reduce da un breve soggiorno londinese, una pausa rigenerante dal soffocante caldo peninsulare, mi ritrovo a scrivere di questa esperienza. Sono stati giorni intensi e solo nell&#8217;ultimo pomeriggio, giusto ieri, trovo il tempo per riscostruire le tappe del percorso. Il motivo che mi ha portato a Londra è una conferenza sull&#8217;infoestetica di IEEE, &#8220;<a href="http://www.graphicslink.co.uk/IV10/">Information Visualisation</a>&#8220;: vi parlerò di questo, ma il mio primo desiderio è raccontervi la <a href="http://http.uk.net/">HTTP Gallery</a>, il luogo di cui siamo ospiti e le persone che lo vivono.</p>
<p>Ospiti nel senso pieno del termine: con le chiavi dello spazio, abbiamo ricevuto un letto, un bagno e una cucina a disposizione. Ma soprattutto disponibilità e completa fiducia. E questo modo di &#8220;<em>aprire le porte</em>&#8221; è parte integrante della filosofia che Marc Garret e Ruth Catlow, promotori di HTTP gallery e di <a href="http://www.furtherfield.org/">FurtherField</a>, hanno impresso allo spazio come alle attività che portano avanti ormai da anni. Arte, nuove tecnologie, network di persone e di progetti, critica estetic e politica: tutto ciò nasce da un&#8217;insopprimibile volontà di esistere.</p>
<p>Marc lo abbiamo conosciuto nel 2009, con il ciclo di approfondimento &#8220;<a href="http://www.interviewingthecrisis.org/">Interviewing the Crisis</a>&#8220;: a questo <a href="http://www.artsblog.it/post/2803/intervistando-la-crisi-con-marc-garrett-part-2">link</a> la sua densa intervista che è già un&#8217;ottima introduzione al lavoro di HTTP Gallery e FurtherField. Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia. Lo faccio con Ruth, una giovane donna dalla voce dolce e gentile, ma allo stesso tempo sempre presente e attenta&#8230;</p>
<p><span id="more-2577"></span></p>
<p>Ruth e Marc si incontrano nel 1991. Per cinque anni la loro conoscenza rimane superficiale: non succede nulla di rilevante. Ma nel 1996 gli avvenimenti precipitano velocemente: i due iniziano a frequentarsi e dopo 3 mesi sono già marito e moglie. Nello stesso anno inizia la loro attività febbrile. Provenienti da percorsi e storie personali molto diversi, Ruth e Marc fanno ricerca sull&#8217;arte digitale, allora ai primordi, scrivono review critiche e le diffondono sulle principali liste di discussione: Rizhome, Nettime, Synticate, per citare le principali. Nello stesso anno nasce FurtherField, quello che possiamo considerare il nucleo organizzativo del network che avrebbero mano mano costruito: allora era un&#8217;associazione e un sito, &#8220;<em>Era bruttissimo!</em>&#8221; dice Ruth sorridendo.</p>
<p>Le date di svolta che segnano un&#8217;evoluzione e che Ruth ricorda come &#8220;storiche&#8221; sono il 2002, il 2004-2005, il 2007. Ripercorriamole insieme.</p>
<p>Nel 2002 partono due progetti online molto simili fra loro, ma davvero dirompenti. Il primo è un programma di residenze artistiche online, &#8220;Studio&#8221;: gli artisti vengono invitati per un periodo ed essere fisicamente presenti sulla piattaforma messa a disposizione da FurtherField, che consente loro di mostrare i propri lavori e contemporaneamente di chattare con il pubblico. Il progetto si evolve presto in &#8220;<a href="http://www.visitorsstudio.org/x.html">Visitors Studio</a>&#8220;, una piattaforma che consente in real time di uploadare, remixare e realizzare performance collaborativamente. Al progetto partecipano più di 2000 artisti sparsi in tutto il mondo: è anche l&#8217;anno delle elezioni di Bush Jr e la piattaforma diventa per molti uno strumento di resistenza politica, uno spazio di espressione e rivendicazione.</p>
<p>Nel 2004, le attività sono cresciute e la coppia fa un passo decisivo: dare una sede fisica a quel network di progetti e persone che si è ormai consolidato nel mondo digitale. Ruth e Marc si trasferiscono così in una ware house nel nord di Londra (Metro Manor House), un ex deposito merci che in breve si trasforma nella HTTP Gallery e nella sede dell&#8217;associazione FurtherField. Lavorano insieme per rimettere a posto lo spazio e renderlo abitabile. Ci creano un soppalco, i servizi e la cucina e per circa 3 anni HTTP gallery sarà la loro casa. Nel 2005 lanciano <a href="http://www.netbehaviour.org/">NetBehaviour</a>, una lista di discussione/informazione aperta che attualmente è fra le principali e più frequentate liste europee dedicate all&#8217;arte digitale. </p>
<p>Nel 2007 Ruth e Marc lasciano la HTTP per trasferirsi in un appartamento poco distante, raggiungibile con una passeggiata di 15 minuti a piedi. Lo spazio continua ad assolvere alla sua doppia funzione spazio di lavoro e spazio espositivo per realizzare eventi e ospitare persone ed artisti che dormono su quel soppalco che è stato il loro, come è successo a noi.</p>
<p>HTTP ha un&#8217;etetica profonda e bella, un&#8217;estetica connaturata alla sua natura e volontà politica. Vi si accede da una grande porta scorrevole di lamiera dipinta di nero. All&#8217;ingresso, uno spazio bianco con due tavoli e qualche sedia; un corridoio e un openspace dai soffitti alti con travi e pali di mtallo che gli fanno da ossatura, tinti di smalto giallo. Altri tavoli, computer, proiettori, pezzi di tecnologie, una bici, la cucina dove spesso si mangia insieme, un piccolo giardino sul retro, e tanti tanti libri affastellati dove all&#8217;arte si mischiano voluminosi manuali di programmazione. </p>
<p>Non ci sono particolari &#8220;decorazioni&#8221; a connotare la galleria: HTTP e FurtherField sono un processo e come tale l&#8217;essenza del loro design risiede nelle relazioni, nelle persone e nelle azioni che innescano.</p>
<p>Io, posso dirlo, ero realmente a casa.</p>
<p>Nella seconda parte del reportage parleremo delle attività più recenti, anche grazie a quattro brevi racconti di persone che attualmente collaborano con la galleria e l&#8217;associazione.</p>
<p>Fonte:<br />
<a href="http://www.artsblog.it/post/6165/londra-reportage-dalla-http-gallery-part-one-la-storia-e-il-luogo">Artsblog.it</a></p>
<p>Gallerie fotografiche:<br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/http-gallery-esterni/1">http://www.artsblog.it/galleria/http-gallery-esterni/1</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/il-giardino/1">http://www.artsblog.it/galleria/il-giardino/1</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/lo-spazio-espositivo/1">http://www.artsblog.it/galleria/lo-spazio-espositivo/1</a></p>
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		<title>Shortlist Share Prize 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 17:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TOSHARE</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Scopo di Share Prize è quello di scoprire, promuovere e supportare   l’arte digitale. La competizione è aperta a tutti gli artisti che   utilizzano la tecnologia digitale come linguaggio di espressione   creativa, in tutte le forme e formati.
Obiettivo culturale di Share Prize è di rendere la partecipazione a Share Festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopo di Share Prize è quello di scoprire, promuovere e supportare   l’arte digitale. La competizione è aperta a tutti gli artisti che   utilizzano la tecnologia digitale come linguaggio di espressione   creativa, in tutte le forme e formati.</p>
<p>Obiettivo culturale di Share Prize è di rendere la partecipazione a Share Festival aperta e accessibile a  tutti gli artisti.</p>
<p>Una giuria Internazionale costituita da Jurij Krpan (Liubjana), Andy   Cameron (Londra), Fulvio Gianaria (Torino), e Bruce Sterling   (Austin/Torino) ha valutato le opere iscritte. Dopo un’interessante   discussione e una amalisi approfondita di tutti i lavori, con grande   piacere sono stati individuati i sei artisti selezionati per Share Prize   2010.</p>
<p><strong>DICHIARAZIONE DELLA GIURIA</strong></p>
<p><strong>Jurij Krpan </strong>(direttore artitico Kapelica Gallery, Ljubjana) - presidente<br />
<strong>Andy Cameron</strong> (direttore creativo interattivo, Wieden + Kennedy, Londra)<br />
<strong>Bruce Sterling</strong> (scrittore e giornalista, Austin)<br />
<strong>Fulvio Gianaria</strong> (presidente Fondazione Arte CRT, Torino)</p>
<p>Istituito nel 2007, Share Prize è molto conosciuto nel campo delle    arti digitali. Nel 2010 270 artisti hanno inviato le loro opere allo    Share Prize da tutto il mondo.</p>
<p>Compito della giuria è stato quello di esaminare tutti i lavori    inviati e selezionare solo sei opere per lo Share Festival, sei    ambiziosi attacchi sui limiti elettronici della possibilità artistica.    Con giudici provenienti da quattro nazioni differenti, il processo    selettivo è diventato esso stesso un set dal vivo condotto da    manovratori in sinergia, tanto unici quanto il festival stesso.</p>
<p>Il tema di Share &#8220;Smart Mistakes&#8221;, errori intelligenti, rispecchia un    mondo emergente generato da social network, sincronicità, strani    disastri e incidenti felici. Lo Share Festival è l&#8217;unico evento in grado    di portare a Torino un DJ set eseguito da un letto vivente di   formiche.</p>
<p>Fragilità, entropia e estetica junk riflettono uno stile di vita    globale fatto di rotture e ricomposizioni, rappresentati dal Teatrino    Elettrico, costituito da oggetti di casa riconvertiti e macchinari    zombi.</p>
<p>Il Web cinema mostra la sua forza unica con un remake digitale    crowd-sourced del classico di Djiga Vertov “L&#8217;uomo con la macchina da    presa”. Ogni fotogramma di questo caposaldo della cinematografia muta    viene rigirato e montato da volontari su Internet, in particolare da    torinesi, il cui Museo del Cinema rappresenta un centro internazionale    per gli studi in cinematografia.</p>
<p>Un tipo di interazione più elegante e personale è rappresentata da    una corrente ondulata intensa e reattiva di luce indistinta all&#8217;interno    degli spazi architettonici del Museo di Scienze Naturali di Torino.</p>
<p>Tra le teche sottovuoto di animali imbalsamati s&#8217;incontra    un&#8217;installazione luminosa, sinusoidale, spinta dal respiro di particelle    digitali con l&#8217;artista stessa che, respirando, si esibisce nel buio.</p>
<p>Il nostro sesto fortunato errore è un performer anonimo e dinoccolato    che vagherà per Torino rimanendo invisibile alla video sorveglianza.   Il  potere della società dei network si manifesta attraverso effetti    complessi ed è priva di casualità ovvia.</p>
<p>Questi sei lavori sono tormentati più che intenzionali, generativi    come pure espressivi. Compiendo “errori intelligenti”, gli artisti    possono spaccare muri, finestre e nuove superfici, raggiungendo così    effetti imprevedibili che non sarebbero possibili senza aver prima    accettato il diritto universale di esseri umani e macchine di fallire    nel miglior modo possibile.</p>
<p><strong>ARTISTI SELEZIONATI<br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/kuai2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2553" title="kuai2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/kuai2.jpg" alt="kuai2" width="600" height="300" /></a><br />
Kuai Auson </strong>(EC), <em>0h!m1gas</em> (2008)<br />
0h!m1gas è un ambiente creato da suoni emessi da insetti, basato sull’attività di una colonia di formiche sottoposta a sorveglianza video e audio. Le formiche diventano per tanto DJ creando uno spazio fono-reattivo che rivela la connessione tra scratching, come espressione estetica creata dalla cultura umana, e i fenomeni di stridulazione prodotti dalle formiche come meccanismo comunicativo.<br />
<a href="http://kuaishen.tv/0hm1gas/" target="_blank">http://kuaishen.tv/0hm1gas</a></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/bard2.jpg"><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2554" title="bard2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/bard2.jpg" alt="bard2" width="600" height="300" /></a><br />
Perry Bard </strong>(CDN), <em>Man with a Movie Camera</em> (2007)<br />
“L’uomo con la macchina da presa: il remake globale” è un video a partecipazione multipla girato da persone di tutto il mondo che sono invitate a ri-fare a modo loro la sceneggiatura originale del film di Vertov  “L’uomo con la macchina da presa” e a caricarle sul sito dell’artista, dove un software sviluppato specificatamente per questo progetto archivia, sequenzia e trasmette le scene inviate come in un film.<br />
<a href="http://dziga.perrybard.net" target="_blank">http://dziga.perrybard.net</a></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/cillari2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2555" title="cillari2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/cillari2.jpg" alt="cillari2" width="600" height="300" /></a><br />
Sonia Cillari</strong> (IT),<em> As an artist, I need to rest</em> (2009)<br />
L&#8217;artista giace immobile sul pavimento dello spazio espositivo, respira    tramite un tubo estremamente lungo che parte dall&#8217;interno della sua    narice sinistra e termina al centro dello schermo principale sospeso dal    pavimento. Una creatura digitale che lei definisce “piuma” viene    completamente generata dal suo respiro che giunge sino allo schermo    sospeso. Durante la performance, Sonia Cillari emette 14.000 elementi    digitali e porta la piuma digitale a esprimere più di 6 differenti stati    dell&#8217;essere, dallo schema vitale dell&#8217;“accumulazione” a quello della    “resistenza”.<br />
<a href="http://www.soniacillari.net/AaA-IntR_dedicated.htm" target="_blank">http://www.soniacillari.net/AaA-IntR_dedicated.htm</a></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/klar2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2556" title="klar2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/klar2.jpg" alt="klar2" width="600" height="300" /></a><br />
Ernesto Klar</strong> (IT/VE/USA), <em>Luzes relacionais </em>(2009-10)<br />
“Luci relazionali” è un’installazione audiovisiva interattiva che esplora la nostra relazione con l’elemento organico-espressivo dello spazio. L’installazione utilizza luce, suono, foschia e un sistema di software personalizzato per creare una trasformazione fluida, graduale, uno spazio luce tridimensionale in cui gli spettatori prendono parte attivamente, manipolandolo con la loro presenza e i lori movimenti. “Luzes relacionais” rappresenta un omaggio al lavoro e alla ricerca estetica dell’artista brasiliano Lygia Clark.<br />
<a href="http://klaresque.org/?p=63" target="_blank">http://klaresque.org/?p=63</a><a href="http://www.klaresque.org/luzes_video.mov" target="_blank"><br />
</a></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/knowbotic.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2557" title="knowbotic" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/knowbotic.jpg" alt="knowbotic" width="600" height="300" /></a><br />
knowbotic research </strong>(CH), <em>macghillie_ just a void</em> (2009-10)<br />
Nella la performance pubblica del progetto MacGhillie, un personaggio in abiti mimetici completamente nascosto si aggira per i quartieri della città. La tuta mimetica detta Ghillie Suit fu inventata originariamente nel XIX secolo per la caccia e solo in un secondo momento fu utilizzata durante la Prima Guerra Mondiale per giungere sino ai giorni nostri. Questo travestimento anonimizza e neutralizza la persona che lo indossa in pubblico. La figura oscilla tra l’iperpresenza di una maschera e la ridondanza visiva.<br />
<a href="http://krcf.org/krcf.org/?p=249" target="_blank">http://krcf.org/krcf.org/?p=249</a></p>
<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/teatroelettrico2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2558" title="teatroelettrico2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/teatroelettrico2.jpg" alt="teatroelettrico2" width="600" height="300" /></a><br />
Teatrino Elettrico </strong>(IT), <em>DC12V</em> (2009)<br />
DC12V rappresenta la versione da tavolo dell&#8217; elektrolivecircus. I suoni    vengono generati utilizzando soltanto strumenti analogici,    registrazioni di movimenti, percussioni, frizione e campi    elettromagnetici creati da macchine di uso quotidiano. Il piccolo viene    convertito in grande, il futile nel necessario, gli oggetti in    personaggi, il tavolo in location. Una desktop tragedy in atto unico per    macchine ad auto-propulsione.<br />
<a href="http://www.teatrinoelettrico.org/works/dc12v.html">http://www.teatrinoelettrico.org/works/dc12v.html</a></p>
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		<title>OMM alla Fondazione Peccioli per l&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 08:08:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Martedì 20 luglio 2010 all&#8217;interno delle attività della manifestazione Rassegna 2010 11 Lune, Piemonte Share, in collaborazione con Fondazione Peccioli per l&#8217;Arte, presenta &#8220;Orchestra Meccanica Marinetti interpreta Naghammadi”,  dell&#8217;artista Angelo Comino – in arte Motor, uno spettacolo multimediale che nasce tra arte, musica e robotica.
L&#8217;Orchestra è costituita da due robot percussionisti che suonano &#8220;dal vivo&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/omm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2541" title="omm" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/omm.jpg" alt="omm" width="600" height="394" /></a></p>
<p><strong>Martedì 20 luglio 2010</strong> all&#8217;interno delle attività della manifestazione <strong>Rassegna 2010 11 Lune</strong>, Piemonte Share, in collaborazione con Fondazione Peccioli per l&#8217;Arte, presenta &#8220;<em>Orchestra Meccanica Marinetti interpreta Naghammadi</em>”,  dell&#8217;artista <strong>Angelo Comino</strong> – in arte Motor, uno spettacolo multimediale che nasce tra arte, musica e robotica.</p>
<p>L&#8217;Orchestra è costituita da due robot percussionisti che suonano &#8220;dal vivo&#8221; su bidoni d&#8217;acciaio sotto la guida di un performer. Il movimento e il lavoro delle fabbriche, che hanno letteralmente costruito la città di Torino, si mostrano attraverso i linguaggi digitali interattivi della contemporaneità. Due robot percussionisti. Due bidoni d&#8217;acciaio. Un performer umano. La meccatronica e la musica.  La ripetitività della produzione industriale che diventa gesto musicale.   Un progetto che dal passato delle avanguardie italiane ritorna in tutta la sua contemporaneità<br />
per suggellare un nuovo rapporto tra l&#8217;uomo e la macchina.  Il sottotesto, muovendosi lungo le linee del Nag Hammadi, testo gnostico del terzo secolo dopo Cristo, attraversa poi le mitologie contemporanee, attraverso brani tratti da Ballard e Burroughs, sul tema della relazione e della fusione fra umano e macchinico.</p>
<p>L’Orchestra Meccanica Marinetti è il progetto selezionato dalla Camera di commercio di Torino e da Piemonte Share come pilota dell&#8217;operazione Action Sharing. L’associazione culturale The Sharing, con la direzione artistica di Simona Lodi e Chiara Garibaldi, si occupa dal 2003 di creazione e promozione di arte e cultura digitale e raccoglie, sotto il nome di Piemonte Share, attività dedicate alla cultura digitale, alla ricerca e all’innovazione, legate ai media elettronici e ai new media. Piemonte Share che a sua volta negli anni ha potuto contare sul costante contributo della Camera di commercio di Torino, è un’occasione strategica per creare momenti di scambio, di esperienza e di apertura fra pubblico, artisti, esperti, ricercatori e appassionati.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato grazie al <strong>Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica del Politecnico di Torino, Associazione Robotica Piemonte, Prima Electronics, Actua, Erxa, Virtual Reality &amp; Multi Media Park, Vivo</strong>.</p>
<p><a href=" www.toshare.it/ita/omm  " target="_blank"> www.toshare.it/ita/omm </a></p>
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		<title>Interferenze 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 08:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TOSHARE</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Interferenze è il festival di arti elettroniche  e multimediali che si terrà il 23, 24 e 25 luglio a Bisaccia, in una delle aree più suggestive ed incontaminate del meridione d&#8217;Italia, nell’entroterra al confine tra Campania, Puglia e Basilicata.
Durante tre giorni, dalla mattina alla notte, nel programma del festival si alterneranno performance audio e video, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/pecora-plus-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2538" title="pecora-plus-2" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/pecora-plus-2.jpg" alt="pecora-plus-2" width="600" height="140" /></a></p>
<p><a href="www.interferenze.org" target="_blank"><strong>Interferenze</strong></a> è il festival di arti elettroniche  e multimediali che si terrà il <strong>23, 24 e 25 luglio </strong>a Bisaccia, in una delle aree più suggestive ed incontaminate del meridione d&#8217;Italia, nell’entroterra al confine tra Campania, Puglia e Basilicata.</p>
<p>Durante tre giorni, dalla mattina alla notte, nel programma del festival si alterneranno performance audio e video, seminari, installazioni e sessioni enogastronomiche.</p>
<p>A dare sostanza alle proposte in cartellone, ospiti nazionali ed internazionali, provenienti da più di dodici Paesi del mondo.</p>
<p>Saranno presenti alcuni degli artisti più all’avanguardia nella musica elettronica e nelle ambientazioni dinamiche che includono suoni ed immagini.</p>
<p>Tra i critici e gli studiosi interverranno nomi riconosciuti dalla comunità scientifica e cervelli emergenti, che si occupano di nuovi media, comunicazione, arte e sostenibilità dei modelli di vita.</p>
<p>L’evento, giunto alla sua quinta edizione, è cresciuto negli ultimi anni in termini di pubblico e per quanto riguarda lo spessore delle tematiche e la qualità delle proposte artistiche portate avanti.</p>
<p>La sua filosofia prevede il dialogo e la sperimentazione delle possibili relazioni tra territorio, soprattutto inteso come patrimonio ambientale e culturale, e le nuove arti. Il punto di contatto tra queste due realtà è stato individuato nel tema scelto per l’edizione di quest’anno: “Rurality 2.0”.</p>
<p>Una prospettiva inconsueta per elaborare, su basi più solide, l&#8217;identità rurale, reinterpretando la dimensione locale in un&#8217;ottica globale; una prospettiva inedita per far incontrare esperienze e prodotti del territorio con pratiche artistiche e mediatiche che offrono nuove letture e ne potenziano il valore (cfr. sezione “Click’n’Food”).</p>
<p>Grazie all’originalità delle sue proposte, Interferenze – New Arts Festival è stato riconosciuto come un unicum nel panorama dei festival di arti elettroniche e multimediali da diversi critici ed esperti del settore.</p>
<p>Interferenze 2010 mira a dare sostanza a nuove intersezioni, creando un reticolo di esperienze ed eventi che si snoderà negli spazi del Castello Ducale di Bisaccia, edificio d’interesse storico-architettonico, di origini longobarde (sec. VIII), fatto ricostruire nel sec. XII da Federico II di Svevia.</p>
<p>Bisaccia, piccolo borgo dell&#8217;Alta Irpinia, è inserito nell’autentico entroterra del Mezzogiorno. Circondato da colline, campi di grano, paesaggi astratti, ventosi e sconfinati; abitato da campanili, torri, stradine strette e silenziose, il luogo scelto per l’evento appare caratterizzato da un metabolismo storico lento e quasi solenne nei propri rituali ancestrali.</p>
<p>Il pubblico sarà coinvolto in una ricerca aperta che rende la cultura digitale un substrato per le relazioni sociali ed un veicolo di emozioni personali.</p>
<p>Durante i seminari ed i talks, sarà possibile ascoltare, scambiare idee ed esperienze con nomi del calibro di John Thackara (UK/India), Ian Chambers (UK), Daniele Pitteri (ITA), Regine Debatty (BE), etc.</p>
<p>Momenti unici ed irripetibili verranno vissuti all’interno della sezione “Click’n’Food”: esperienze sensoriali all’incrocio tra degustazioni di prodotti tipici e forme di arte elettronica ricavate dai suoni e dalle immagini degli stessi prodotti.</p>
<p>Puro svago e fisicità, sempre attraversati da intelligenza creativa, nelle esibizioni live di grandi esponenti delle ultime tendenze nella laptop cuture e nella dancefloor contemporanee: Shackleton (UK), Fennesz (AUT), Bytone (GER), etc.</p>
<p>Momenti di visionarietà nel corto circuito tra presenze del luogo ed installazioni artistiche di Sawako (JAP), Bianco-Valente (ITA), Andrè Goncalves (POR), etc.</p>
<p>Quest’anno, inoltre, il festival è presente a Tokyo, presso la Vacant Gallery, nel centrale quartiere di Harajuku. Qui, all’interno dell’evento partner “Interferenze Seeds Tokyo 2010” (IST 2010), si sono tenute alcune sessioni sulle tematiche relative al rapporto tra arte, natura e tecnologia portate avanti dal festival, con il contributo di artisti e studiosi giapponesi.</p>
<p>Il direttore artistico, Leandro Pisano, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, si è recato in Giappone, accolto con grande curiosità per lanciare a livello globale le idee ispiratrici del festival - nello specifico il concept del territorio rurale come (nuovo) medium – per  confrontarsi e raccogliere nuove sfide.</p>
<p><a href="www.interferenze.org" target="_blank">www.interferenze.org</a></p>
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		<title>Crossover Lab</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 07:18:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Deadline per iscrizione: 20 luglio
Svolgimento del Crossover Lab Torino
11 – 15 settembre 2010
Location: Virtual Reality &#38; Multi Media Park, Corso Lombardia 190, Torino
Crossover è un programma internazionale disegnato per esplorare le sfide creative e commerciali connesse allo sviluppo di contenuti e servizi per i media digitali, attraverso lab in cui professionisti delle filiere convergenti sperimentano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/trancemedia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2547" title="trancemedia" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/trancemedia.jpg" alt="trancemedia" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Deadline per iscrizione:<strong> 20 luglio</strong><br />
Svolgimento del Crossover Lab Torino<br />
<strong>11 – 15 settembre 2010</strong><br />
Location: Virtual Reality &amp; Multi Media Park, Corso Lombardia 190, Torino</p>
<p>Crossover è un programma internazionale disegnato per esplorare le sfide creative e commerciali connesse allo sviluppo di contenuti e servizi per i media digitali, attraverso lab in cui professionisti delle filiere convergenti sperimentano insieme, in vivo.<br />
Il laboratorio riunisce professionisti di diverse discipline - produzione di film e programmi tv, animazione, giochi, teatro, web design, nuovi media, ICT - per condividere la comprensione dei cambiamenti nel paesaggio dei media, formare nuove collaborazioni interdisciplinari e generare nuove idee di progetti che vengono in conclusione presentate a decisori.<br />
Crossover è diverso da altri laboratori che lavorano con gruppi già organizzati su proposte concepite in anticipo.<br />
In Crossover si compone il lab con persone di diverse capacità creative, in fasi differenti di carriera, con retroterra culturali diversi. I partecipanti sono selezionati su base individuale per favorire nuovi partenariati, esplorando nuovi approcci collaborativi interdisciplinari per lo sviluppo cross-piattaforma.<br />
Dopo aver realizzato una serie di laboratori per Channel 4, che hanno portato ad una collaborazione stabile con questa rete televisiva (4Talent), molti progetti ispirati in Crossover si sono realizzati o sono in sviluppo nei vari paesi in cui è svolto un Crossover Lab: UK, Svezia, Belgio, Australia, Canada,<br />
USA.</p>
<p><a href="www.trancemedia.eu" target="_blank">www.trancemedia.eu</a></p>
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		<title>SMIR in Piazza</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:58:03 +0000</pubDate>
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Da giovedì 15 a sabato 17 luglio la città di Mondovì accoglie una serie  di iniziative nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera  Smir (Spazi Multimediali Innovazione e Ricerca), organizzate  dall’associazione culturale Marcovaldo e dal Comune di Mondovì per  presentare il lavoro svolto in questa prima parte dell&#8217;anno a favore dei  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/invito_smir.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2533" title="invito_smir" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/07/invito_smir.jpg" alt="invito_smir" width="612" height="300" /></a></p>
<p>Da <strong>giovedì 15 a sabato 17 luglio</strong> la città di <strong>Mondovì </strong>accoglie una serie  di iniziative nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera  Smir (Spazi Multimediali Innovazione e Ricerca), organizzate  dall’associazione culturale Marcovaldo e dal Comune di Mondovì per  presentare il lavoro svolto in questa prima parte dell&#8217;anno a favore dei  nuovi percorsi di arte contemporanea. La tre giorni si intitola “Smir  in Piazza” e propone un alternarsi di mostre, conferenze, concerti,  performance. Un insieme di differenti proposte culturali che nella loro  eterogeneità presentano le diverse tonalità della creatività digitale a  cura di Piemonte Share. Il progetto Smir rientra nel Programma Obiettivo  Cooperazione Territoriale europea Alcotra 2007-2013. Per maggiori  informazioni rivolgersi al numero verde della Regione Piemonte  800-329329.</p>
<p>Tra le diverse opere presentate ci sono tre progetti,  <em>Squatting Supermarket/Mondovì</em> di<strong> Salvatore Iaconesi</strong> e<strong> Oriana Persico</strong>,  <em>Into The Wood</em> di <strong>Eniac</strong>, <em>Mondovì Web Archeology</em> di <strong>Antonio Rollo</strong>, che  sono accompagnati dal marchio *monregalese doc. Ideato da Piemonte  Share, il marchio certifica quelle opere che, grazie alla produzione di  SMIR, hanno messo in contatto gli artisti digitali con studenti,  patrimonio culturale e aziende del territorio monregalese. Nell’Antico  Palazzo di Città saranno allestite appunto le opere che hanno dato vita a  questa prima fase del progetto Smir: <em>Squatting Supermarket, Into the  Wood, Mondovì Web Archeology </em>e <em>Artwar(e)</em> di <strong>Christophe Bruno</strong>.<br />
Accanto  a questo progetti ci sono performance e dj-set, che movimentano le  serate: il 15 luglio la performance di <em>Orchestra Meccanica Marinetti</em>, il  16 luglio l&#8217;aperitivo musicale con <strong>Titta </strong>e il 17 luglio la perfomance  musicale di <em>Into The Wood </em>e il live set del gruppo <strong>Fish and Chip 8 bit</strong>.<br />
Venerdì  16 luglio alle ore 16.00 inizia anche il workshop<em> La scatola di Giotto</em> con <strong>Ennio Bertrand</strong>.</p>
<p>La collaborazione con il centro d&#8217;arte Les  Capucins di <strong>Embrun</strong>, città francese partner del progetto, viene  valorizzata attraverso la partecipazione dell&#8217;artista francese  Christophe Bruno, già vincitore della prima edizione di Share Prize.</p>
<p>Maggiori  informazioni qua:<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this),  &quot;8c69fA5pA_fTW-fZDA9t3k9IrBQ&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.smirproject.eu/mondovi/?p=24&amp;lang=it" target="_blank">http://www.smirproject.eu/mondovi/?p=24&amp;lang=it</a></p>
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		<title>Video &#8220;Atlante di Roma&#8221; by Gianmarco Bonavolontà</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 17:40:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Atlante di Roma / Atlas of Rome from gimbo on Vimeo.
﻿
Un ringraziamento al nostro amico e brillante filmaker Gianmarco Bonavolontà, che ha prodotto un bel video di documentazione dell&#8217;Istallaizone &#8220;Atlante di Roma&#8221;.
Girato il 10 giugno nei locali della Pelanda, nel video Salvatore Iaconesi descrive la struttura dell&#8217;Atlante, le infovisualizzazioni e l&#8217;interazione attraverso i dispositivi touch.
Approfondimenti
http://www.fakepress.it/FP/?p=1169
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="462" height="225"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12975295&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12975295&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="462" height="225"></embed></object><a href="http://vimeo.com/12975295">Atlante di Roma / Atlas of Rome</a> from <a href="http://vimeo.com/user995841">gimbo</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>﻿</p>
<p>Un ringraziamento al nostro amico e brillante filmaker Gianmarco Bonavolontà, che ha prodotto un bel video di documentazione dell&#8217;Istallaizone &#8220;Atlante di Roma&#8221;.</p>
<p>Girato il 10 giugno nei locali della Pelanda, nel video Salvatore Iaconesi descrive la struttura dell&#8217;Atlante, le infovisualizzazioni e l&#8217;interazione attraverso i dispositivi touch.</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<p><a href="http://www.fakepress.it/FP/?p=1169">http://www.fakepress.it/FP/?p=1169</a></p>
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		<title>Libera rete</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 09:56:42 +0000</pubDate>
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Giovedì 1°luglio – in occasione della manifestazione  nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione – con la  FEMI, Altratv.tv, Ipazia Promos e altri partner abbiamo deciso di  promuovere una maratona molto particolare in diretta “a rete unificata”.
La maratona, denominata “Libera rete“, avverrà proprio  giovedì 1° luglio dalle ore 17 alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/liberarete.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2524" title="Stampa" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/liberarete.jpg" alt="Stampa" width="600" height="141" /></a></p>
<p><strong>Giovedì 1°luglio</strong> – in occasione della manifestazione  nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione – con la  FEMI, Altratv.tv, Ipazia Promos e altri partner abbiamo deciso di  promuovere una maratona molto particolare in diretta “a rete unificata”.</p>
<p>La maratona, denominata “<em>Libera rete</em>“, avverrà proprio  giovedì 1° luglio dalle ore 17 alle ore 24. La lunga diretta intende  presentare il ruolo di inchiesta e di denuncia delle micro web tv  italiane nel panorama dell’informazione del Paese: l’idea è di irradiare  le inchieste più significative della rete e mostrare quanto sia condizione necessaria per la democrazia e la legalità la libertà di fare  stampa e di essere informati.</p>
<p>Invitiamo tutte le micro web tv, web tv, micro-media iperlocali, web  radio e web tv universitarie, qualsiasi piattaforma creata dal basso ad  aderire alla maratona trasmettendo in diretta l’evento.</p>
<p><a href="http://www.liberarete.tv/">www.liberarete.tv</a></p>
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		<title>Università e Cyberspace</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 08:36:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Dal 28 al 30 giugno si tiene a Torino la conferenza “University and Cyberspace: Reshaping Knowledge Institutions for the Networked Age”, http://university-and-cyberspace.org. (partecipazione gratuita, previa registrazione e fino a esaurimento posti).
Parteciperanno buona parte, ma certamente non tutti, gli esperti, accademici, imprenditori, leaders, amministratori, policy makers and membri della rete COMMUNIA che saranno coinvolti durante i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/communia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2514" title="communia" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/communia.jpg" alt="communia" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Dal <strong>28 al 30 giugno </strong>si tiene a Torino la conferenza “<em>University and Cyberspace: Reshaping Knowledge Institutions for the Networked Age</em>”, <a href="http://university-and-cyberspace.org" target="_blank">http://university-and-cyberspace.org</a>. (partecipazione gratuita, previa registrazione e fino a esaurimento posti).</p>
<p>Parteciperanno buona parte, ma certamente non tutti, gli esperti, accademici, imprenditori, leaders, amministratori, policy makers and membri della rete COMMUNIA che saranno coinvolti durante i tre giorni al Politecnico di Torino. Il programma definitivo può essere trovato qui: <a href="http://www.communia2010.org/program" target="_blank">http://www.communia2010.org/program</a>.</p>
<p>In aggiunta,  tutti coloro che fossero interessati a presentare o a discutere brevemente un case study o un idea legata ad uno delle track della conferenza possono aggiungere le loro proposte al conference wiki &lt;<a href="http://cyber.law.harvard.edu/communia2010/Main_Page#Breakout_Sessions&gt;" target="_blank">http://cyber.law.harvard.edu/communia2010/Main_Page</a>&gt;. I track leaders identificheranno le proposte salienti e chiederanno a 2-4 proponenti di partecipare alle breakout sessions che avranno luogo il secondo e il terzo giorno della conferenza.<br />
Per aggiungere la vostra proposta alla nostra lista, potete trovare la pagine di ogni breakout session qui &lt;<a href="http://cyber.law.harvard.edu/communia2010/Main_Page#Breakout_Sessions&gt;" target="_blank">http://cyber.law.harvard.edu/communia2010/Main_Page#Breakout_Sessions&gt;</a>.</p>
<p>La società affida alle università la responsabilità, di importanza  sempre crescente, di produrre, condividere e promuovere l&#8217;uso della  conoscenza. A questo fine le università beneficiano di enormi  investimenti in termini di tempo, denaro, spazio, autorità e libertà. Le  università si sono fatte carico di questo compito in modi diversi, che  variano per tradizione, periodo e disciplina. Tuttavia, adesso chiediamo  loro di andare oltre. Mentre procediamo sempre più verso un&#8217;era di  interconnessione globale, infatti, alle nostre istituzioni della  conoscenza si presentano opportunità concomitanti. Da una parte, la  società le sfida a divenire forze motrici per creare e diffondere la  conoscenza nel modo più ampio, libero e aperto possibile, utilizzando  approcci innovativi, efficaci e dinamici, mutuati dal mondo della Rete e  ad esso rivolti. Dall&#8217;altra parte, fra le mura dell&#8217;accademia, Internet  e le tecnologie della comunicazione hanno portato cambiamenti senza  precedenti nel modo in cui le università possono e debbono funzionare,  in particolare per rispondere ai bisogni dei cosiddetti “nativi  digitali”, nelle opportunità per la condivisione di informazioni e  conoscenza, e nella domanda di spazi fisici e virtuali che possano  sostenere nuovi abitanti e nuove attività. Gli studenti e i docenti sono  sempre più immersi nella tecnologia, con idee e aspettative differenti  in merito ai cambiamenti in atto (e spesso anche su tutto il resto).</p>
<p>In altre parole, le attività fondamentali dell’università stanno  mutando grazie alle nuove capacità di creare, elaborare e condividere  informazioni e conoscenza. L’importanza del luogo e dell’architettura  fisica sta cambiando per lasciare spazio a nuove modalità di esercizio  delle attività universitarie, che includono la creazione di risorse in  grado di sostenere interazioni asincrone, distribuite e  auto-organizzate. Il dibattito sull’<em>open access</em>, la crescita di  un patrimonio comune di conoscenza, le forme avanzate di e-learning e  di piattaforme per la collaborazione e la formazione rappresentano solo  le più macroscopiche manifestazioni di questi spostamenti tettonici.</p>
<p>A ciascuna delle questioni sopra individuate si potrebbe dedicare una  conferenza a se&#8217; stante: affrontandole insieme miriamo a contribuire  allo sviluppo di una forma mentis che veda nelle sfide poste dall&#8217;Era  della Rete soprattutto <em>opportunità</em> con ricadute positive non  solo nell&#8217;immediato, ma anche nel lungo termine.</p>
<p>Più nello specifico, ci chiederemo: come le università dovrebbero  usare il ciberspazio allo scopo di svolgere al meglio la propria  missione nei confronti della società? Come sta cambiando, grazie ad  Internet, il ruolo delle università come istituzioni che producono,  condividono e mettono in pratica la conoscenza? Le università sono  diverse da altre istituzioni che producono conoscenza? Le università non  appaiono pienamente consapevoli di essere attori chiave nelle questioni  riguardanti Internet e tutte le norme che regolano la conoscenza, come  il diritto d&#8217;autore: dovrebbero essere più proattive a livello di policy  per facilitare il perseguimento della propria missione? Prendendo in  considerazione le caratteristiche della nuova generazione di studenti,  docenti e personale universitario, come dovrebbero essere concepite le  infrastrutture informazionali e spaziali (sia fisiche che virtuali)  delle università per migliorare l’apprendimento, la ricerca e il  reclutamento? Che dire a proposito delle nuove opportunità per  rafforzare il ruolo civico delle università - che educano le persone  alla cittadinanza, che contribuiscano al pubblico dibattito - nelle  nostre democrazie?</p>
<p>La Conferenza Internazionale “Università e Cyberspazio” COMMUNIA 2010  costituirà la sede per fornire possibili risposte a queste e altre  domande, con il duplice obiettivo di definire una visione condivisa del  futuro delle università come istituzioni della conoscenza e di  identificare i prossimi passi da percorrere perché tale visione possa  divenire realtà.</p>
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		<title>Cinecamp Torino 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:46:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Un  barcamp dallo stile e dall’organizzazione classica, ma un barcamp a tema cinema.
La data è il 2 luglio, il luogo Torino, la sede il LabQuazza.
Tutti i dettagli sul blog ufficiale: http://cinecamp.wordpress.com
Ovviamente spazio ai blogger che parlano di cinema, come anche ai portali che vogliano presentare i loro progetti.  Ma spazio anche ad attori e attrici che vogliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/cinecamp.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2509" title="cinecamp" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/cinecamp.jpg" alt="cinecamp" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Un  barcamp dallo stile e dall’organizzazione classica, ma un barcamp a tema cinema.<br />
La data è il <strong>2 luglio</strong>, il luogo Torino, la sede il<strong> LabQuazza</strong>.<br />
Tutti i dettagli sul blog ufficiale: <a href="http://cinecamp.wordpress.com/" target="_blank">http://cinecamp.wordpress.com</a></p>
<p>Ovviamente spazio ai blogger che parlano di cinema, come anche ai portali che vogliano presentare i loro progetti.  Ma spazio anche ad attori e attrici che vogliano confrontarsi sul metodo scelto per promuoversi in rete (social network? siti di casting?). E ancora ci piacerebbe vedere a Torino le aziende che nel mondo del cinema lavorano e come si muovono nel web per farsi conoscere, informare e formare, fornire strumenti utili (dalle film commission ai filmaker, dalle società di casting alle case di distribuzione, dai festival a&#8230;)<br />
Potete però anche venire a sottoporre i vostri dubbi e le vostre perplessità: cosa aggiungere, come far funzionare al meglio il rapporto tra cinema e web? E se poi siete un festival che vive o si promuove online è l&#8217;occasione buona per farvi conoscere e apprezzare.<br />
Per iscrivervi, proporre l’argomento di cui volete parlare o suggerire quello di cui vorreste sentir parlare è bene invece utilizzare il wiki organizzativo:<a href=" http://barcamp.org/Cinecamp2010" target="_blank"> http://barcamp.org/Cinecamp2010</a></p>
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		<title>La musica elettronica italiana nel 2061</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:50:19 +0000</pubDate>
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Il Comitato Italia 150 e il Festival Club To Club presentano il Premio “La musica elettronica italiana nel 2061”.
Il Premio è realizzato nell’ambito di Esperienza Italia, la grande festa per i 150 anni dell’unità d’Italia (Torino, 17 marzo-20 novembre 2011) che guarda al passato, al presente ma soprattutto al futuro del Paese. Ed è proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/2061.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2504" title="2061" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/2061.jpg" alt="2061" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Il <strong>Comitato Italia 150</strong> e il <strong>Festival Club To Club</strong> presentano il Premio “<em>La musica elettronica italiana nel 2061</em>”.<br />
Il Premio è realizzato nell’ambito di Esperienza Italia, la grande festa per i 150 anni dell’unità d’Italia (Torino, 17 marzo-20 novembre 2011) che guarda al passato, al presente ma soprattutto al futuro del Paese. Ed è proprio in questo ambito che si inserisce “<em>La musica elettronica italiana nel 2061</em>”: un’occasione per immaginare come sarà l’Italia del prossimo domani e in particolare la sua musica.<br />
Saranno premiati undici brani e altrettanti artisti o gruppi italiani che ne saranno autori e/o esecutori e che rappresentino la migliore e più avveniristica musica elettronica italiana.<br />
Il premio è dedicato alla musica elettronica di qualsiasi stile o matrice ed è aperto con iscrizione gratuita a tutti gli artisti o gruppi di nazionalità italiana, che siano residenti in Italia oppure all&#8217;estero. Le iscrizioni saranno aperte il <strong>14 giugno 2010 </strong>al sito <a href="www.premio2061.it" target="_blank">www.premio2061.it</a> e si chiuderanno il <strong>31 luglio 2010</strong>.<br />
I brani scelti dopo la prima fase di selezione (realizzata da alcuni dei più prestigiosi operatori del settore nazionali) verranno pubblicati nel mese di settembre sul sito www.clubtoclub.it/premio2061, in modalità streaming. Ai nove brani preferiti dal Comitato Tecnico si aggiungeranno i due più votati dal pubblico, a raggiungere il totale di undici brani che comporranno la compilation digitale “<em>La Musica Elettronica Italiana nel 2061</em>”.<br />
La lista degli undici brani vincitori verrà annunciata ufficialmente nel novembre 2010, in occasione della decima edizione del Festival di Musiche, Arti e Culture Elettroniche &#8220;Club To Club&#8221;. La premiazione dei vincitori e la presentazione della compilation saranno protagonisti di un appuntamento di Esperienza Italia nel 2011.<br />
Inoltre in novembre saranno annunciati anche un premio alla carriera dedicato a uno dei più grandi e influenti musicisti italiani che nei decenni trascorsi ha saputo creare musica innovativa e dalla visione rivolta al futuro, e un premio per la miglior etichetta discografica italiana legata al mondo della musica elettronica.<br />
Ad assegnarli sarà lo stesso Comitato Tecnico, formato da alcuni fra i più prestigiosi operatori nazionali del settore, ovvero:</p>
<p>Alessio Bertallot (B Side - Radio Deejay)<br />
Fabio De Luca (Rolling Stone Italia)<br />
Marco &#8220;peeDoo&#8221; Gallerani (P Playground)<br />
Dino Lupelli (Moremedia, Elita)<br />
Giorgio Mortari (Dissonanze)<br />
Giorgio Valletta (DJ Mag Italia, Associazione Culturale Situazione Xplosiva)</p>
<p>Per maggiori informazioni su Esperienza Italia:<br />
<a href="www.italia150.it " target="_blank">www.italia150.it </a><br />
Per tutte le notizie sul festival Club To Club:<br />
<a href="www.clubtoclub.it " target="_blank">www.clubtoclub.it </a></p>
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		<title>Eduardo Kac al PAV</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 11:06:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Venerdì 11 giugno 2010, ore 18.00, il PAV presenta
Telepresence and bioart, Eduardo KAC’s portrait.
Telepresenza, bio arte, arte transgenica sono i temi al centro del racconto di Eduardo Kac, l’artista che a partire dagli anni ’80 è stato il pioniere delle nuove declinazioni artistiche del biologico ed è riconosciuto internazionalmente come fondatore della Transgenic Art.
Kac ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/kac.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2449" title="kac" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/kac.jpg" alt="kac" width="600" height="350" /></a></p>
<p><strong>Venerdì 11 giugno 2010, ore 18.00,</strong> il PAV presenta<br />
<em>Telepresence and bioart, Eduardo KAC’s portrait.</em></p>
<p>Telepresenza, bio arte, arte transgenica sono i temi al centro del racconto di<strong> Eduardo Kac</strong>, l’artista che a partire dagli anni ’80 è stato il pioniere delle nuove declinazioni artistiche del biologico ed è riconosciuto internazionalmente come fondatore della Transgenic Art.<br />
Kac ha esplorato prima le potenzialità della relazione tra biologia e robotica e, più di recente, il rapporto tra biologia e genetica, partendo dall’assunto che nuovi sistemi di organizzazione e trasmissione del pensiero producono necessariamente nuovi orizzonti di riflessione sull’identità, la socialità, il reale e il virtuale.<br />
All’interno di questa cornice è allora possibile comprendere in che modo opere clamorose come GFP Bunny, il coniglio fluorescente, ed Edunia, la pianta ibrida ottenuta dall’incrocio tra DNA vegetale e DNA umano, si inseriscano all’interno della più ampia e lunga storia del rapporto collaborativo tra natura e tecnologia.</p>
<p>I lavori di Kac, che nel 2011 saranno oggetto di una mostra personale presso il PAV, lungi da essere provocazioni fini a se stesse, riflettono sul fenomeno e i processi della comunicazione, intesa come scambio d’informazioni tra soggetti diversi. Stimolando il dibattito sul valore, il senso e le potenzialità degli strumenti offerti dalla tecnologia digitale e dalle biotecnologie, la sua ricerca implica e si confronta costantemente con il tema, sempre più discusso, della responsabilità etica. Questioni urgenti e non più soltanto per “addetti ai lavori”, perché destinate a innovare profondamente le nostre modalità di vita e la nostra stessa visione del mondo.</p>
<p>Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.</p>
<p><a href="http://www.parcoartevivente.it/pav/index.php?lingua_sito=1" target="_blank">http://www.parcoartevivente.it/pav/index.php?lingua_sito=1</a></p>
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		<title>Atlante di Roma @ Festa dell&#8217;Architettura - 11-12/06/2010 (Roma)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:24:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione e dell’interazione, lascia intravedere possibilità del tutto nuove, in grado di modificare notevolmente ragioni e soluzioni per la trasformazione della città contemporanea. Sempre più spesso gli strumenti di rappresentazione e progettazione della città risultano insufficienti e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/atlante3.jpg" alt="Atlante di Roma - Corridoio de &quot;La Pelanda&quot;" title="Atlante di Roma - Corridoio de &quot;La Pelanda&quot;" width="500" height="375" class="size-full wp-image-2488" /></p>
<p>Il rapido sviluppo che i nuovi media e l’era del web 2.0 stanno portando nel mondo della comunicazione e dell’interazione, lascia intravedere possibilità del tutto nuove, in grado di modificare notevolmente ragioni e soluzioni per la trasformazione della città contemporanea. Sempre più spesso gli strumenti di rappresentazione e progettazione della città risultano insufficienti e non adeguati rispetto ai temi della complessità e della velocità caratteristici della dimensione Globale.</p>
<p>L&#8217;atlante di Roma, ispirato all&#8217;idea di un “atlante delle visioni”, intende spostare il punto di vista dato dalla percezione concettuale del mondo (approccio sistemico e cognitivo proprio del moderno), verso una percezione emozionale che nasce dell’uomo come individuo il quale, grazie alla propria esperienza, offre una visione come orientamento della complessità. Una mappatura liquida che raccolga la storia dell’uomo e il suo modo di viverla istante per istante. L’Atlante si esprime attraverso una piattaforma web aprendosi pubblicamente a individui, gruppi ed enti che esprimono un punto di vista sulla città.</p>
<p>L&#8217;installazione è stata realizzata per la prima edizione della festa dell&#8217;Architettura, nel nuove spazio espositive &#8220;La Pelanda - MACRO Testaccio, l&#8217;11 e 12 giugno 2010.</p>
<p><strong>L&#8217;installazione</strong></p>
<p>L’opera è costituita da una proiezione di c.ca 35 m x 4m composta da 8 serve in rete, che in real time processano le interazioni provenienti dall&#8217;atlante. Mentre quattro postazioni multi-touch consentono al pubblico di navigare l&#8217;interfaccia in modo giocoso e coinvolgente, quattro infovisualizzazioni generative ciclano sulla superfice bianca del muro,  descrivendo una pluralità di punti di vista sulla città di Roma sul tema: “L’immaginazione degli architetti e la città reale”.</p>
<p>In &#8220;<strong>Linearity</strong>&#8221; le visioni prendono le sembianze di meccanismi che traggono il proprio principio di vita dall&#8217;interazione tra soggetto e tematiche. Le sfere rappresentano le visioni e, procedendo, sono costantemente alimentate dai temi cui sono collegate.</p>
<p><div id="attachment_2455" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2455" title="linearity" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/linearity-300x224.png" alt="linearity" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">linearity</p></div></p>
<p>&#8220;<strong>Neo Map</strong>&#8221; esplora il territorio non attraverso le sue caratteristiche geofisiche o toponomastiche, ma descrivendolo attraverso le progettualità, le azioni, la vita che vi esistono. Nella visualizzazione i cerchi rappresentano le visioni, dislocate secondo le reciproche posizioni geografiche e connesse per tematiche, descrivendo così un nuovo sguardo sul territorio.</p>
<p><div id="attachment_2456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2456" title="NeoMap" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/neomap-300x225.png" alt="NeoMap" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">NeoMap</p></div></p>
<p>&#8220;<strong>Bridges</strong>&#8221; saggia il dominio delle interconnessioni. Le visioni orbitano attorno alle tematiche di riferimento, in una processione ciclica. Dinamicamente, visioni e tematiche mostrano ponti e collegamenti, a seconda dei temi e delle interazioni che le accomunano.</p>
<p><div id="attachment_2457" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2457" title="bridges" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/bridges-300x224.png" alt="bridges" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">bridges</p></div></p>
<p>&#8220;<strong>TimeScape</strong>&#8221; trasforma lo scorrere del tempo in un paesaggio. Le visioni sono rappresentate secondo la loro dimensione temporale, occupando uno spazio proporzionale alla loro durata e successione. Viene mostrata e resa interagibile la geografia definita posizionando visioni e tematiche lungo gli assi del tempo e della correlazione</p>
<p><div id="attachment_2458" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2458" title="timescape" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/timescape-300x224.png" alt="timescape" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">timescape</p></div></p>
<p>Un nuovo Atlante che riprogetta l&#8217;idea tradizionale di mappa come matrice cartesiana ancorata alla dimensione fisica del territorio sulla base del più contemporaneo concetto di &#8220;scape&#8221;. Un territorio fatto di relazioni, emergente e distribuito che disegna una geografia liquida, emozionale, continuamente ridefinita dai soggetti che vi paertecipano.</p>
<p><strong>Technical</strong></p>
<p>Installazione architetturale interattiva su larga scala, basata su:<br />
- 4 infovisualizazioni generative (Linearity, NeoMap, Bridges, TimeScape);<br />
- multitouch interaction;<br />
- web-based semantic content aggregation;<br />
- integration system;<br />
- geolocalizzazione;<br />
- inferential tagging system;  </p>
<p><strong>Multimedia</strong></p>
<p>Foto e video dalla Festa dell&#8217;Architettura 2010 - Roma &#8220;La Pelanda 11-12/06/2010<br />
On Flickr:<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157624141905661/">http://www.flickr.com/photos/xdxd_vs_xdxd/sets/72157624141905661/</a><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/indexurbis/">http://www.flickr.com/photos/indexurbis/</a><br />
On YouTube:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch#!v=rjU6hHpYm14&#038;feature=related">http://www.youtube.com/watch#!v=rjU6hHpYm14&#038;feature=related</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch#!v=GA3_qneS5eM&#038;feature=related">http://www.youtube.com/watch#!v=GA3_qneS5eM&#038;feature=related</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=O983V_3cfq4&#038;feature=player_embedde">http://www.youtube.com/watch?v=O983V_3cfq4&#038;feature=player_embedde</a>d<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=1JrTVXuubN0&#038;feature=player_embedded ">http://www.youtube.com/watch?v=1JrTVXuubN0&#038;feature=player_embedded </a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Epy-rB5DWhs&#038;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=Epy-rB5DWhs&#038;feature=player_embedded</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=8ULONESG94o&#038;feature=player_embedded">http://www.youtube.com/watch?v=8ULONESG94o&#038;feature=player_embedded</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vDgzi8xmeEw&#038;feature=player_embedde">http://www.youtube.com/watch?v=vDgzi8xmeEw&#038;feature=player_embedde</a>d</p>
<p><strong>Credits </strong></p>
<p>A project by: FakePress (<a rel="nofollow" href="http://www.fakepress.it">www.fakepress.it</a>)<br />
Realizzazione: Art is Open Source (<a rel="nofollow" href="http://www.artisopensource.net">www.artisopensource.net</a>)<br />
Interaction design, experience design, information aesthetics, sound &amp; environment design: Salvatore Iaconesi<br />
Information architecture e network politics: Oriana Persico<br />
A cura di: Paolo Valente<br />
Con la collaborazione di: Alessandro Tartaglia</p>
<p><strong>Special Thanks</strong></p>
<p>Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno consentito di realizzare la prima implementazione della&#8217;Atlante alla Festa dell&#8217;Architettura, e in particolare a:</p>
<p>il team tecnico di AVSet: Mauro Iezzi, Marco De Angelis, Gianluca Faustini, Maurizio Muglia e Bruno De Matteis<br />
Monica Scanu e Alessandro Ferrante per la creatione del network legato alla rete museale del Comune di Roma, alle Accademie e agli Istituti Internazionali di Cultura di Roma;<br />
L&#8217;Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia (<a rel="nofollow" href="http://www.architettiroma.it/">www.architettiroma.it/</a>);<br />
Festa dell&#8217;Architettura (<a rel="nofollow" href="http://www.indexurbis.it">www.indexurbis.it</a>);<br />
Cultura Internazionale Roma (<a rel="nofollow" href="http://culturainternazionale.wordpress.com">culturainternazionale.wordpress.com</a>);<br />
Archiblog (<a rel="nofollow" href="http://www.archiblog.it">www.archiblog.it</a>)<br />
Performing Media/Urban Experience di Carlo Infante (<a rel="nofollow" href="http://www.performingmedia.org/">www.performingmedia.org/</a> e <a rel="nofollow" href="http://urbanexperience.ning.com/">urbanexperience.ning.com/</a>);<br />
Musei in Comune 2.0 e Marina Bellini (<a rel="nofollow" href="http://museiincomuneroma.wordpress.com/">museiincomuneroma.wordpress.com/</a>)<br />
The Hub Roma (<a rel="nofollow" href="http://www.hubroma.net/">www.hubroma.net/</a>)<br />
Next Exit e Daniela Ubaldi (<a rel="nofollow" href="http://www.nextexit.it">www.nextexit.it</a>)<br />
Roma Contemporanea e Rossella Reale (<a rel="nofollow" href="http://www.mappaitaliacontemporanea.it">www.mappaitaliacontemporanea.it</a>)<br />
Emmanuele Pilia (<a rel="nofollow" href="http://piliaemmanuele.wordpress.com/info/">piliaemmanuele.wordpress.com/info/</a>)<br />
Valentina Giannicchi (<a rel="nofollow" href="http://valentinagiannicchi.wordpress.com/">valentinagiannicchi.wordpress.com/</a>)<br />
Hortus (<a rel="nofollow" href="http://www.vg-hortus.it">www.vg-hortus.it</a>)<br />
Paesaggio Critico (<a rel="nofollow" href="http://paesaggiocritico.wordpress.com/">paesaggiocritico.wordpress.com/</a>)</p>
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		<title>Iscrizioni Share Prize fino al 13 giugno</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:35:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
La data ultima per iscriversi a Share Prize 2010 è stata spostata al 13 giugno 2010.
Continuate a iscrivervi!
Il Premio Share, che ha lo scopo di scoprire, promuovere e sostenere le arti digitali, è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri.
Il concorso è dedicato ad artisti che utilizzano la tecnologia digitale come linguaggio di espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/shareprize.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-2441" title="shareprize" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/shareprize.jpg" alt="shareprize" width="600" height="350" /></a></strong></p>
<p><strong>La data ultima per iscriversi a Share Prize 2010 è stata spostata al 13 giugno 2010.</strong><br />
Continuate a iscrivervi!</p>
<p>Il Premio Share, che ha lo scopo di scoprire, promuovere e sostenere le arti digitali, è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri.<br />
Il concorso è dedicato ad artisti che utilizzano la tecnologia digitale come linguaggio di espressione creativa, in tutte le forme e i formati, anche in combinazione con tecnologie analogiche e/o qualunque altro materiale.</p>
<p>La giuria è così composta:<br />
<strong>Jurij Krpan </strong>(direttore artistico Galleria Kapelica, Ljubljana) - presidente<br />
<strong>Andy Cameron </strong>(direttore creatività interattiva, Wieden+Kennedy, Londra)<br />
<strong>Bruce Sterling</strong> (scrittore e giornalista, Austin)<br />
<strong>Fulvio Gianaria</strong> (presidente Fondazione Arte CRT, Torino)</p>
<p>Entro fine luglio 2010 saranno resi noti i nomi degli artisti finalisti (una short list di 6 concorrenti).<br />
I candidati al premio saranno invitati a partecipare alla VI edizione di Share Festival, che si svolgerà a Torino dal 2 al 7 novembre 2010 al Museo Regionale di Scienze Naturali.</p>
<p><a href="http://www.toshare.it/shareprize/shareprize2010_ita.pdf">SCARICA IL BANDO DI CONCORSO</a></p>
<p><a href="http://www.toshare.it/shareprize/submit.php?lang=it">ISCRIVITI ONLINE</a></p>
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		<title>Tactics&amp;Practice</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:36:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Simona Lodi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Aksioma organizza un seminario di 5 giorni dal titolo Tactics&#38;Practices: New  Media Drivers, a Ljubljana, in Slovenia, dal 1 al 5 giugno.
Tra gli invitati Simona Lodi partecipa il 2 giugno a una discussione sulle peculiarità dell&#8217;organizzazione di un festival di arte digitale.
Il seminario, totalmente gratuito, vuole rinnovare l&#8217;offerta formativa per la new media art in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/cirkulacija.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2425" title="cirkulacija" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/06/cirkulacija.jpg" alt="cirkulacija" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Aksioma organizza un seminario di 5 giorni dal titolo <a href="http://www.aksioma.org/seminar/index.php" target="_blank">Tactics&amp;Practices</a><a href="http://www.aksioma.org/seminar/index.php" target="_self">: New  Media Drivers</a>, a Ljubljana, in Slovenia, dal 1 al 5 giugno.<br />
Tra gli invitati Simona Lodi partecipa il 2 giugno a una discussione sulle peculiarità dell&#8217;organizzazione di un festival di arte digitale.</p>
<p>Il seminario, totalmente gratuito, vuole rinnovare l&#8217;offerta formativa per la new media art in Slovenia, offrendo la testimonianza di professionisti del settore, che può tonrare molto utile ai giovani che si stanno affacciano sulla scena.<br />
Utilizzando diverse e interdisciplinari modalità di insegnamento (workshop, conferenze, discussioni, performance, presentazioni) il seminario intende legare i nuovi creatori di media art con affermati professionisti, in modo da creare un ponte tra l&#8217;ambiente accademico di apprendimento e l&#8217;ambiente professionale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>SMART MISTAKES, tavola rotonda al Parco Arte Vivente</title>
		<link>http://www.toshare.it/?p=2366</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:32:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.toshare.it/?p=2366</guid>
		<description><![CDATA[
Ogni anno Share Festival propone di occuparsi di un tema particolare per ampliare la mente, affinare le capacità analitiche e ispirare la creatività!
Piemonte Share Festival 6° edizione si dedicherà alla portata artistica e culturale dell&#8217;errore tecnologico e mediatico, ma anche biologico  fino alla scoperta inaspettata. Un focus sul ruolo dell’errore nel processo creativo.
Smart Mistakes
errori, mutazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/smartmistakes.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2367" title="smartmistakes" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/smartmistakes.jpg" alt="smartmistakes" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Ogni anno Share Festival propone di occuparsi di un tema particolare per ampliare la mente, affinare le capacità analitiche e ispirare la creatività!</p>
<p>Piemonte Share Festival 6° edizione si dedicherà alla portata artistica e culturale dell&#8217;errore tecnologico e mediatico, ma anche biologico  fino alla scoperta inaspettata. Un focus sul ruolo dell’errore nel processo creativo.</p>
<p><em>Smart Mistakes</em><br />
errori, mutazioni, fallimenti, disfunzionalità, discrepanze, incidenti, varianti impreviste, scoperte occasionali, estetiche dell’errore, scarto dalla massa, fallimenti progettuali, progetti irrealizzati, disastri, sbagli, imperfezioni, disturbi, appropriazioni, effetti collaterali lapsus, flop</p>
<p>In occasione del lancio della nuova edizione di Share Festival vi invitiamo alla conferenza organizzata insieme al Parco Arte Vivente e in collaborazione con Cinemambiente:</p>
<p><strong>Venerdì 4 giugno 2010</strong><br />
A cura di Share Festival e PAV - Parco Arte Vivente<br />
In collaborazione con Cinemambiente, XIII edizione<br />
PAV, via Giordano Bruno 31- ingresso gratuito</p>
<p>ore 20.30 <em>SMART MISTAKES</em>, tavola rotonda<br />
ore 22.00 proiezione CINEMAMBIENTE <em>Another World is Plantable!</em> (Germania, 2007, 40’) di Ella von der Haide<br />
ore 23.00 proiezione CINEMAMBIENTE <em>I giorni della merla </em>(Italia 2009 - 52’) di Andrea D’Ambrosio, Carla Del Mese</p>
<p>La tavola rotonda Smart Mistakes nasce come warm up alla 6° edizione di Share Festival e approfondimento teorico dei temi sviluppati nell’ambito del programma del PAV.</p>
<p>Il dibattito in particolare prenderà in considerazione l’errore come elemento guida nell’evoluzione, poiché ogni risultato imprevisto della ricerca - dunque non predefinito - può essere analizzato sia come problema da risolvere sia come scarto dalla regola. In natura l’errore è in stretta relazione al divenire e all’impermanenza del vivente, ma se l’errore ha ricadute estreme, può generare squilibri genetici e mutazioni ambientali.<br />
Inoltre a partire dalla concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente e dalle risposte fornite dagli artisti nell’aver assunto istanze attiviste nei processi di creazione, i relatori si interrogheranno in un dibattito aperto su quando e in che modo l’arte ha iniziato nuovamente a occuparsi di tematiche sociali anche legate all’ambiente e come i nuovi media sono diventati i linguaggi per esprimerle. Dai primi Netstrike (scioperi in rete) realizzati in Italia da Strano Network alle azioni fake degli The Yes Men, gli artisti non hanno risparmiato nessuno dei responsabili di errori ambientali, deturnando siti, emanando false notizie, facendo crollare i mercati borsistici e mandando in tilt interi apparati istituzionali on line. Tutte azioni di culture jamming che utilizzano il détournement di matrice situazionista per occuparsi di cause sociali in modo ironico e dissacrante.<br />
L&#8217;evento fa parte della rassegna Giorno per Giorno 2010, un mese di arte contemporanea in Piemonte.</p>
<p>Relatori:<br />
Piero Gilardi, artista e teorico; moderatore<br />
Simona Lodi, direttore artistico Share Festival<br />
Franco Torriani, esperto muovi media<br />
Tommaso Tozzi, artista e teorico</p>
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		<title>Visioni dal Futuro 2010 .:MONDIRIDESCENTI:.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:04:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Cronosfera presenta Visioni dal Futuro 2010 .:MONDIRIDESCENTI:. festival internazionale dedicato al Video e alle proiezioni avvolgenti su tre schermi dei Live Media.
Videomakers e sperimentatori audiovisuali modellando l’immagine e il suono dal vivo trasporteranno gli spettatori in altre dimensioni. Visioni dal Futuro volge sguardi vividi tra cielo e terra ispirati dalle visioni cosmologiche e cosmogoniche, esplorando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/otolab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2360" title="otolab" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/otolab.jpg" alt="otolab" width="600" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://cronosferafestival.com/" target="_blank">Cronosfera</a> presenta <em>Visioni dal Futuro 2010 .:MONDIRIDESCENTI:.</em> festival internazionale dedicato al Video e alle proiezioni avvolgenti su tre schermi dei Live Media.<br />
Videomakers e sperimentatori audiovisuali modellando l’immagine e il suono dal vivo trasporteranno gli spettatori in altre dimensioni. Visioni dal Futuro volge sguardi vividi tra cielo e terra ispirati dalle visioni cosmologiche e cosmogoniche, esplorando le alchimie della terra, l&#8217;evoluzione, la spiritualità e i paesaggi inesplorati che avvolgono l&#8217;uomo e la natura.</p>
<p>PROGRAMMA:<br />
<strong>Venerdì 28 Cinema Massimo</strong> ore 20:30 – 00:00 :<br />
Proiezione dei VIDEO selezionati e vincitori del concorso “Visioni dal Futuro”<br />
seconda edizione 2010 .:MondIridescenti:. (cortometraggio, computer art, video art)</p>
<p><strong> Sabato 29 Hiroshima Mon Amour</strong>:<br />
ore 18:30 aperitivo e cena organizzato dal festival ore<br />
19:30 sala Modotti: proiezione dei video partecipanti al concorso .:MondIridescenti:.<br />
ore 21:00 sala Centrale: Performance dal concorso LIVE MEDIA<br />
Stefan Bünnig &amp; Matthias Grübel (DE): “Telekaster”<br />
XX+XY (IT): “Luma”<br />
Giorgio Partesana &amp; Duncan Pinhas (IT/FR) : “Geo, Opus II - Solid Matter”</p>
<p>special guest : PAUL PRUDENCE (UK): “ryNTH”<br />
performance immersiva audiovisuale</p>
<p>concerto: SIGNAL ELECTRIQUE (FR),<br />
live electronic/fusion T.A.Z. sound system (IT), heavy dub</p>
<p><strong>Domenica 30 Hiroshima Mon Amour: </strong><br />
ore 18:30: aperitivo e cena organizzato dal festival ore<br />
19:30 sala Modotti: proiezioni video - Festival 700is edizione 2010 (islanda)<br />
proiezioni video - Festival Video in Progress 3 curato da Kolektiva (slovenia)<br />
ore 21:00 sala Centrale: Performance dal concoso LIVE MEDIA<br />
InFlux &amp; Pietro Riparbelli K11 (IT): “He tries to come to us”<br />
Ludwig Parentela &amp; Fabio Alvino (IT) : ”l&#8217;Esercito dei cubi “</p>
<p>special guest con performance inedite: ALESSANDRO AMADUCCI (IT) : “Shining Shadows”<br />
OTOLAB (IT): “Sole Prismatico”</p>
<p>concerto: FILTHY GENERATION (IT), sperimental industrial e post-punk</p>
<p><strong>&gt;&gt;&gt; INGRESSO GRATUITO A TUTTI GLI EVENTI &lt;&lt;&lt;</strong></p>
<p>Cronosfera opera al fine di organizzare eventi artistici-culturali che, dispiegandosi in forme e luoghi diversi, promuovano e diffondano la ricerca espressiva, percettiva e scientifica con attenzione alla dimensione umana, creando occasioni di incontro, scambio e contemplazione.</p>
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		<title>LPM 2010: il programma, le performance, i workshop. Intervista con Marco Donnarumma</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penelope.di.pixel</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[arte e performance a roma]]></category>

		<category><![CDATA[international meeting live performances art]]></category>

		<category><![CDATA[intervista a marco donnarumma]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono molto felice di presentarvi oggi l&#8217;intervista con Marco Donnarumma (classe 1984), giovane new media artist, compositore e docente che dal 2007 è enrato a far parte dello staff organizzativo di LPM.
Marco, che attualmente vive a Edimburgo, ogni anno da 4 anni vive l&#8217;intensa esperienza di organizzare la quatro giorni del meeting. Come ci racconta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/artsblog/lpm2010brancaleone.jpg" class="post" border="0" width="586" height="282" alt="lpm 2010 - brancaleone" /><br clear="all" /></p>
<p>Sono molto felice di presentarvi oggi l&#8217;intervista con <a href="http://marcodonnarumma.com/">Marco Donnarumma</a> (classe 1984), giovane new media artist, compositore e docente che dal 2007 è enrato a far parte dello staff organizzativo di <a href="http://www.liveperformersmeeting.net/">LPM</a>.</p>
<p>Marco, che attualmente vive a Edimburgo, ogni anno da 4 anni vive l&#8217;intensa esperienza di organizzare la quatro giorni del meeting. Come ci racconta, il suo primo contatto è stato da artista, ma subito la vitalità e l&#8217;apertura di Gianluca del Gobbo e Nikky (le due anime &#8220;fondatrici&#8221; di LPM che abbiamo incontrato l&#8217;anno scorso) e l&#8217;interesse artitico e professionali, lo inducono a entrare nello staff. Nell&#8217;intervista che segue, Marco ci spiega in modo efficace ed incisivo come mano mano si è evoluta la sua collaborazione, qual&#8217;è la differenza fra un festival e un meeting quel&#8217;è LPM e il suo ruolo di curatore_non curatore a disposizione degli aristi: capire le loro esigenze, dare uno spazio a tutti e distribuire le performance per arrivare ad un programma compatto e armonioso. Scopriamo così insieme a lui i momenti clou che si susseguiranno nel quattro giorni, dalle performance, come il duo francese Th-Th, il brasiliano  HOL, dj set di Shy Fx supportato da 20 vj internazionali, o il collettivo audiovisuale olandese  Queerrilla per la giornata dedicata alle tematiche gender. Lo stesso vale per presentazioni, dibattiti e workshop intensivi rivolti a professionisti ma anche a chi vule avvicinarsi per la prima volta a &#8220;tecniche e strumenti&#8221; della performance live visuale: computer vision e motion tracking in Pure Data, Arduino  e riciclo tecnologico, Max/MSP, Vj software Modul8, Codanova e Resolume, tanta filosovia DYY.</p>
<p>Devo dire che Marco, molto discretamente, non solo rinuncerà a performare surante LPM, ma ha anche evitato di parlare di sé e del suo lavoro. Che conosco e trovo sinceramente interessante: in una prossima intervista se è disponibile, mi sono dunque ripromessa di occuparmi di lui.</p>
<p>Per il resto, LPM inizia domani 27 maggio e ci sarò: aspettatevi foto e reportage dall&#8217;evento.</p>
<p><span id="more-2357"></span></p>
<p><strong>- Parliamo di LPM, un evento che abbiamo seguito da vicino l&#8217;anno scorso e che continuiamo a seguire con interesse. Da artista/partecipante e &#8220;curatore&#8221; del meeting: come si è sviluppato questo percorso e come sei entrato in contatto con LPM? Ma soprattutto vorrei chiarire insieme a te un concetto:  curatore forse è una definizione inadeguata rispetto alle dinamiche e alle forme di LPM. Ci aiuti a capire meglio come funziona il meeting e qual&#8217;è il tuo ruolo? </strong></p>
<p>Il mio primo contatto con LPM è stato fra il 2006 e 2007. Al tempo lavoravo già da un paio d&#8217;anni nel campo del live media ed ero molto interessato al Vjing quindi frequentavo spesso il forum italiano di Vj (ora Vjingit.com). Lì ho &#8220;incontrato&#8221; alcune persone del FLxER Team - il cuore di LPM - e abbiamo iniziato a collaborare a dei progetti audiovisivi. Così nel 2007 sono finito a Roma al Linux Club per la mia prima indimenticabile edizione di LPM. Quindi ho conosciuto Gianluca Del Gobbo e Nikky - i creatori di LPM - e tutto il resto dello staff e mi sono innamorato dello spirito di questo evento. Di conseguenza è stato naturale offrire il mio aiuto e le mie energie, specialmente perchè LPM ha purtroppo sempre sofferto della mancanza di un numero sufficiente di persone coinvolte nell&#8217;organizzazione.<br />
Dal 2007 ad oggi si sono susseguite altre 4 edizioni, siamo anche stati in Messico per due mesi organizzando l&#8217;edizione 2008 sud americana, e credo che in tutto questo tempo il nostro spirito di gruppo si sia rafforzato molto.<br />
Il mio ruolo di &#8220;curatore&#8221; è cresciuto naturalmente. Viaggio molto per lavoro/progetti artistici, conosco molti artisti e diverse &#8220;scene&#8221; in Europa e non solo e questa esperienza mi aiuta molto a  rapportarmi con le centinaia di artisti che ogni anno si iscrivono al meeting.<br />
Come hai accennato anche tu, non sono un vero e proprio curatore, in quanto la partecipazione a LPM è libera e gratuita. Quindi non selezioniamo i partecipanti, ma cerchiamo di accettare il maggior numero di artisti che possiamo supportare: artisti alle prime armi, professionisti, sperimentatori e chiunque abbia voglia di condividere liberamente il proprio lavoro e imparare da altre persone. Questo è ciò che rende LPM un meeting, quindi qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altro festival.<br />
Ciò che curo realmente all&#8217;interno di LPM è il programma, le line-up di ogni giornata.<br />
Ogni anno abbiamo fra i 300 e 400 artisti ed è veramente complicato mettere insieme una line-up che segua un filo logico, così il mio ruolo è parlare con gli artisti, capire le loro necessità e il loro lavoro, e comporre un programma estremamente fitto cercando di seguire un tema diverso per ogni giorno, in base alle proposte che riceviamo. Di conseguenza durante il meeting mi occupo di organizzare le tempistiche e fare in modo che il programma funzioni.<br />
Negli ultimi due anni il nostro staff ha subito continui cambiamenti così ora supporto Gianluca nella pianificazione dell&#8217;evento, la direzione delle partnership e dei rapporti all&#8217;interno del network e altre aspetti formali del Meeting. </p>
<p><strong>- Programma: sterminato. La prima cosa che mi viene da chiederti è: come fate a starci dietro? La seconda, conseguente, è se puoi farci una sintesi generale segnalando al nostro pubblico le presenze e i momenti più significativi del meeting<br />
</strong><br />
Quello che più ci interessa è riuscire a far performare tutti i nostri artisti, per questo ogni performance ha un limite di 30&#8242;. Naturalmente la line-up è estremamente fitta e non è facile gestire un numero cosi alto di progetti: per noi dello staff è come vivere in un altra dimensione per 4 giorni, si dorme poco e si corre molto per far scorrere il tutto nella maniera più semplice possibile.<br />
Abbiamo di solito tra le 20/25 performance al giorno e questo ci permette di uno spazio fisico unico dove è possibile vedere moltissimi lavori, respirare idee eterogenee, e osservare sperimentazioni diverse. Posso assicurare che chi partecipa, come spettatore o come artista – quale sarà poi il confine? - si porta a casa un bagaglio di esperienza irripetibile.<br />
Nello specifico ci sono diverse performance che siamo molto contenti di ospitare fra queste giovedi 27 alle 22.00 avremo lo spettacolo audiovisuale dei Th-Th un duo francese di sperimentazione audiovisiva minimale che propone per LPM una performance che sfrutta il linguaggio audio video per modificare le percezioni del pubblico creando un flusso di dati ipnotico e immersivo.<br />
Venerdi 28 intorno alle 02.00 ci sarà un dj set di Shy Fx che sarà supportato da una ventina di Vj internazionali fra i quali avremo l&#8217;occasione di vedere all&#8217;opera Desaxismundi, un artista di talento che lavora con software generativi creati in vvvv.<br />
Sabato 29 alle 22.00 sarà la volta di HOL artista brasiliano che lavora on DIY electronics e che presenterà una performance audiovisiva altamente sinestetica in alta definizione, che prevede l&#8217;utilizzo di un&#8217;interfaccia costituita da sensori e LED con cui può controllare il processamento audio video in tempo reale.<br />
La domenica sarà come sempre dedicata alla cultura queer e alle realtà più attive nell&#8217;ambito, fra queste avremo Queerrilla un collettivo audiovisuale olandese che proporrà un live audiovideo provocatorio e ricco di energia teso a stravolgere gl stereotipi di gender.</p>
<p><strong>- Workshop: ti chiedo altrettanto. Anche quest&#8217;anno la proposta formativa di LPM è molto ricca. Come sono concepiti i workshop e a chi si rivolgono. </strong></p>
<p>Quest&#8217;anno abbiamo 3 workshop principali che affrontano da prospettive diverse il physical computing applicato alla live performance.<br />
Si lavorerà con computer vision e motion tracking in Pure Data, Arduino  e riciclo tecnologico per costruire controller e altri strumenti DIY, e Max/MSP per trasformare il proprio laptop in uno strumento interattivo per il  live media.<br />
Ognuno dei workshop dura 3 o 4 ore al giorno per tutta la durata del meeting. Saranno degli incontri intensivi mirati a produrre una conoscenza approfondita di queste tecnologie, dedicati a professionisti che vogliono “staccarsi” dal computer e rendere le proprie performance altamente interattive, ma anche a coloro che non hanno esperienza nel campo e vogliono sperimentare con questi strumenti.<br />
Ci saranno workshop più brevi sui Vj software Modul8 + Codanova e Resolume, curati dagli autori stessi, e due incontri dedicati al sound design curate in collaborazione con lo IED di Roma.<br />
A questo possiamo aggiungere una ricca scaletta di presentazioni, panel e discussioni che si svolgeranno tutti i giorni nella tent room del Brancaleone.</p>
<p><strong><br />
- Ogni anno LPM catalizza a Roma vj, performers visuali e artisti da ogni parte del mondo che si muovono autonomamente: cosa li spinge secondo te a partecipare? </strong></p>
<p>Credo che LPM sia ormai una realtà consolidata che svolge un ruolo importante per la comunità di artisti che lavorano nel campo delle arti digitali “live”. LPM crea uno spazio fisico e sociale dove è estremamente facile entrare in contatto con persone da tutto il mondo che condividono la stessa passione per il live video in tutte le sue sfumature, dall&#8217;audiovideo alle installazioni interattive, il vjing e il video teatro.<br />
L&#8217;ambiente che cerchiamo di offrire, è paragonabile a quello di una conferenza aperta, dove tutti possono avere una vetrina per il proprio lavoro, ma allo stesso tempo si possono confrontare, imparando e condividendo fra centinaia di artisti e appassionati.<br />
Un altro degli elementi che ci contraddistingue da un festival è il fatto che ogni artista a LPM ha la stessa importanza, tutti sono invitati a contribuire attivamente alla buona riuscita dell&#8217;evento: è quasi paragonabile ad un media-lab estemporaneo e gigantesco che offre la possibilità di far circolare idee e  tecniche fra persone che normalmente sono in contatto solo tramite dei network virtuali – e impersonali - sul web.<br />
Il fatto che un evento internazionale di questo genere è un bisogno attuale della comunità artistica è confermato dalla massiva partecipazione che abbiamo sempre avuto da alcuni anni a questa parte.<br />
<strong><br />
- Infine una domanda personale: ti esibirai anche tu? Se si, cosa proporrai quest&#8217;anno? </strong></p>
<p>L&#8217;unica performance che ho fatto a LPM è stata durante la mia prima edizione in cui partecipavo come artista. Da quando faccio parte dello staff mi sono reso conto che la mole di lavoro e le responsabilità durante il meeting non permettono di avere nè il tempo necessario, tantomeno la mentalità adatta.<br />
Non posso negare che mi dispiace ogni anno non poter contribuire in questo senso - mi è perfino impossibile vedere dal vivo tutti i lavori che vengono presentati, ma d&#8217;altro canto le soddisfazioni che ottengo nel vedere tutto funzionare per il meglio non mi fanno rimpiangere nulla.<br />
LPM rimane un&#8217;esperienza incredibile edizione dopo edizione e in ogni caso mi sento fortunato ad avere la possibilità di stare per quattro giorni a stretto contatto con così tanti artisti, ogni anno mi porto a casa un bel bagaglio di spunti e ispirazioni che ritrovo molto utili nel mio lavoro.<br />
Penso basti spendere qualche ora a LPM per capire meglio di cosa parlo, quindi spero di vedervi presto&#8230; giovedì si comincia!</p>
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		<title>Il Robin Hood della cultura a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TOSHARE</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<category><![CDATA[Michele Coppola]]></category>

		<category><![CDATA[Simona Lodi]]></category>

		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno ritornano i tagli di bilancio sulle iniziative culturali.
I  tagli alla cultura  sono un argomento talmente ricorrente ogni anno, che sembra  un refrain che ritorna al di là delle congiunture economiche e delle varie giunte politiche.
Tutti sono dalla parte della “cultura”, peccato che non siano dalla parte di chi ne ha fatto un mestiere.
Simona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno ritornano i tagli di bilancio sulle iniziative culturali.<br />
I  tagli alla cultura  sono un argomento talmente ricorrente ogni anno, che sembra  un refrain che ritorna al di là delle congiunture economiche e delle varie giunte politiche.<br />
Tutti sono dalla parte della “cultura”, peccato che non siano dalla parte di chi ne ha fatto un mestiere.<br />
Simona Lodi interviene contri i tagli alla cultura in Piemonte con una lettera diretta all&#8217;Assessore regionale alla Cultura Michele Coppola apparsa sul quotidiano la Repubblica del 17 maggio 2010.<br />
Prima parte.</p>
<p><div id="attachment_2336" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2336" title="repubblica1_170510" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/repubblica1_170510-300x162.jpg" alt="Repubblica 17.05.2010" width="300" height="162" /><p class="wp-caption-text">la Repubblica 17.05.2010</p></div></p>
<p>Seconda parte.</p>
<p><div id="attachment_2337" class="wp-caption aligncenter" style="width: 228px"><img class="size-medium wp-image-2337" title="repubblica2_1705" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/repubblica2_1705-218x300.jpg" alt="Repubblica 17.05.2010" width="218" height="300" /><p class="wp-caption-text">la Repubblica 17.05.2010</p></div></p>
<p>L&#8221;Assessore Michele Coppola risponde oggi su la Repubblica a Simona Lodi, riconoscendo il valore delle associazioni che sono l&#8217;anima del panorama teatrale, artistico e musicale del nostro territorio e rendendosi disponibile a sostenere iniziative di sistema che possano aumenatre la visibilità pur preservando la specificità delle singole associazioni.</p>
<p>Condividiamo.</p>
<p><div id="attachment_2345" class="wp-caption aligncenter" style="width: 189px"><img class="size-medium wp-image-2345" title="repubblica1_200510" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/repubblica1_200510-179x300.jpg" alt="Repubblica 20.05.10" width="179" height="300" /><p class="wp-caption-text">la Repubblica 20.05.2010</p></div></p>
<p>L&#8217;articolo continua qui</p>
<p><div id="attachment_2346" class="wp-caption aligncenter" style="width: 162px"><img class="size-medium wp-image-2346" title="repubblica2_200510" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/repubblica2_200510-152x300.jpg" alt="la Repubblica 20.05.2010" width="152" height="300" /><p class="wp-caption-text">la Repubblica 20.05.2010</p></div></p>
<p>Invitamo gli amici di Piemonte Share ad esprimere la loro opinione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>OMM all&#8217;Auditorium Carlo Felice di Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:27:18 +0000</pubDate>
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Orchestra Meccanica Marinetti suona Naghammadi
Genova, Auditorium del Carlo Felice, 21 maggio ore 19:00
L&#8217;Orchestra Meccanica Marinetti suona Naghammadi, un&#8217;opera technognostica tratta da testi gnostici del III secolo dopo Cristo, sfuggiti alle persecuzioni contro le eresie e ritrovati tra le sabbie egiziane nell&#8217;anno atomico del 1945.
La gnosi dunque, come forza che ha guidato e guida lo sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/omm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2333" title="omm" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/omm.jpg" alt="omm" width="600" height="350" /></a></p>
<p><em>Orchestra Meccanica Marinetti suona Naghammadi</em><br />
<strong>Genova, Auditorium del Carlo Felice, 21 maggio ore 19:00</strong></p>
<p>L&#8217;<em>Orchestra Meccanica Marinetti suona Naghammadi</em>, un&#8217;opera technognostica tratta da testi gnostici del III secolo dopo Cristo, sfuggiti alle persecuzioni contro le eresie e ritrovati tra le sabbie egiziane nell&#8217;anno atomico del 1945.</p>
<p>La gnosi dunque, come forza che ha guidato e guida lo sviluppo della scienza e della tecnologia, anche oltre la volontà degli uomini.</p>
<p>L&#8217;antico testo viene quindi mostrato come un flusso di dati sugli schermi giganti, cantato da incorporei cori digitali, ritmato dall?acciao dei robot e modulato dal corpo del performer.</p>
<p>Data flow come preghiere per albe future?</p>
<p>L&#8217;Orchestra è costituita da due robot percussionisti che suonano &#8220;dal vivo&#8221; su bidoni d&#8217;acciaio sotto la guida di un performer. Il movimento e il lavoro delle fabbriche, che hanno letteralmente costruito la città di Torino, si mostrano attraverso i linguaggi digitali interattivi della contemporaneità. L&#8217;Orchestra, che rende anche un omaggio al poeta futurista <strong>Filippo Tommaso Marinetti</strong>, lega idealmente il passato industriale della città di Torino alla trasformazione in atto verso una città della conoscenza. Due robot percussionisti. Due bidoni d&#8217;acciaio. Un performer umano. La meccatronica e la musica. La ripetitività della produzione industriale che diventa gesto musicale. Un progetto che dal passato delle avanguardie italiane ritorna in tutta la sua contemporaneità per suggellare un nuovo rapporto tra l&#8217;uomo e la macchina. Orchestra Meccanica Marinetti è un progetto nato da <strong>Angelo Comino aka Motor</strong>, che implementa le luminose ispirazioni irrealizzabili all&#8217;epoca di Marinetti.</p>
<p>L&#8217;associazione culturale <strong>The Sharing</strong>, con la direzione artistica di<strong> Simona Lodi</strong> e <strong>Chiara Garibaldi</strong>, si occupa dal 2003 di creazione e promozione di arte e cultura digitale e raccoglie, sotto il nome di Piemonte Share , attività dedicate alla cultura digitale, alla ricerca e all&#8217;innovazione, legate ai media elettronici e ai new media. Piemonte Share che a sua volta negli anni ha potuto contare sul costante contributo della Camera di commercio di Torino, è un&#8217;occasione strategica per creare momenti di scambio, di esperienza e di apertura fra pubblico, artisti, esperti, ricercatori e appassionati.</p>
<p>ACTION SHARING - produzioni multimediali è uno dei momenti topici inseriti all&#8217;interno del programma di Piemonte Share. Action Sharing è un metaprogetto. Un programma condiviso dal territorio torinese che getta un ponte tra arte e impresa creando una piattaforma multidisciplinare e interdisciplinare dove artisti e ingegneri, ma anche scienziati, economisti, operatori sociali e insegnanti, si incontrano sul terreno comune della tecnologia, spinti gli uni dalla creatività, gli altri dall&#8217;innovazione.</p>
<p>La Camera di commercio di Torino ha adottato la proposta di Piemonte Share per alimentare una nuova visione della cultura, dove l&#8217;arte, non confinata in musei e gallerie, si apre alla società imprenditoriale e diventa motore per l&#8217;economia del territorio, chiamando a raccolta le risorse del design, dell&#8217;innovazione tecnologica, della creatività anche sono già presenti nelle nostre aziende eccellenti e che ogni giorno le rendono più competitive.</p>
<p>Il progetto è stato realizzato grazie al Laboratorio Interdisciplinare di Meccatronica del Politecnico di Torino, Associazione Robotica Piemonte, Prima Electronics, Actua, Erxa, Virtual Reality &amp; Multi Media Park, Visualeyes.</p>
<p><a href="http://www.toshare.it/OMM/" target="_blank">http://www.toshare.it/OMM</a></p>
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		<title>Cease &amp; Desist Art: yes, this is illegal! &#124; LPM 2010 - LIVE PERFORMERS MEETING</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 14:32:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LPM 2010 - LIVE PERFORMERS MEETING
From 27th to 30st of May 2010, at Brancaleone in Rome, will take place the eighth edition of LPM - Live Performers Meeting: International encounter of live video performers, visual artists and vjs, dedicated to live video performances.
LPM will again use its 4-day formula, creating a unique and unforgettable event, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liveperformersmeeting.net/" target="_blank"><strong>LPM 2010 - LIVE PERFORMERS MEETING</strong></a></p>
<p>From 27th to 30st of May 2010, at Brancaleone in Rome, will take place the eighth edition of LPM - Live Performers Meeting: International encounter of live video performers, visual artists and vjs, dedicated to live video performances.</p>
<p>LPM will again use its 4-day formula, creating a unique and unforgettable event, which every year grants a program full of workshops and showcases of projects, softwares and brand-new products.</p>
<p><div id="attachment_2314" class="wp-caption aligncenter" style="width: 200px"><img class="size-full wp-image-2314" title="sollfrank_warhol-flowers" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/sollfrank_warhol-flowers.jpg" alt="Cornelia Sollfrank, I DON'T KNOW " width="190" height="190" /><p class="wp-caption-text">Cornelia Sollfrank, I DON&#39;T KNOW </p></div></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: Cambria;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Spotlight on: </strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: Cambria;"><a href="http://www.liveperformersmeeting.net/2010/en/thursday-27/" target="_blank">THURSDAY 27: DIGITAL FREEDOMS</a></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">Digital Freedoms is a day of meetings that will reunite together leaders and creators of the italian digital and electronic culture. The intent is to bring together <strong><span style="font-family: Cambria;">theorists, experts, activists and artists</span></strong> for a single date, to present and discuss the most important updates of this sector. The core theme of the day is the essence of <strong><span style="font-family: Cambria;">culture, politics and communication</span></strong> throughout new medias, always keeping straight and firm the <strong><span style="font-family: Cambria;">spirit of freedom</span></strong> that characterized them for decades. As coordinators of the day, a committee of excellence, Luigi Pagliarini (Artificialia), Simona Lodi (Piemonte Share), Arturo Di Corinto (FHF), Filippo Martorana (Linux club), Oriana Persico and Salvatore Iaconesi (Art is Open Source).</p>
<p class="MsoNormal">
<p><!--EndFragment--></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt; color: black;" lang="EN-GB">At 6.00 pm opening of the exhibition</span></strong></p>
<p><strong>Cease &amp; Desist Art: yes, this is illegal!</strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><strong>curated by Simona Lodi</strong></p>
<p>For some years now, it has become common among digital artists to focus on illegal art practices. Countless Cease &amp; Desist letters have been sent out by companies to pirates, plagiarists, hackers and disturbers, which are shown off as trophies in exhibitions, web communities and mailing lists. Action artists promote controversial forms of art, using guerilla tactics to protest against the fairness of copyright and intellectual property laws.</p>
<p>Receiving a Cease &amp; Desist letter has become the latest badge in championing the freedom to create in the Corporation Age. Any artist interested in taking part in the movement chooses a good lawyer rather than a good gallery owner. What is happening to the future of art? What rights and freedoms are these artists championing? Does all this have something to do with the end of techno-utopias?</p>
<p>In what way has business co-opted the values of hackers, exploiting open source initiatives, web freedom and on-line equality and sparking the use of these practices?</p>
<p><em><strong>Artists and works:</strong></em></p>
<p><strong>0100101110101101.ORG | Eva &amp; Franco Mattes</strong></p>
<p><a href="http://0100101110101101.org/home/vaticano.org/story.html" target="_blank">Vaticano.org</a> (1998)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>0100101110101101.ORG | Eva &amp; Franco Mattes</strong></p>
<p><a href="http://www.0100101110101101.org/home/nikeground/story.html" target="_blank">Nike Ground</a> (2003)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Paolo Cirio, Alessandro Ludovico, UBERMORGEN.COM</strong></p>
<p><a href="http://www.amazon-noir.com" target="_blank">Amazon Noir</a> (2006)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Paolo Cirio, Alessandro Ludovico, UBERMORGEN.COM</strong></p>
<p><a href="http://www.gwei.org/index.php " target="_blank">GWEI | Google Will Eat Itsel</a><a href="http://www.gwei.org/index.php" target="_blank">f</a> (2005)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>etoy</strong></p>
<p><a href="http://www.hijack.org  " target="_blank">The Digital Hijack</a> (1996)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>etoy</strong></p>
<p><a href="http://toywar.etoy.com/timeline.html " target="_blank">Toywar</a> (1999)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Salvatore Iaconesi | Oriana Persico</strong></p>
<p><a href="http://www.romaeuropa.org" target="_blank">REFF | romaeuropa.org</a> (2009)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Pete Ippel</strong></p>
<p><a href="http://www.obay.info/" target="_blank">oBay</a> (2006)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Les Liens Invisibles</strong></p>
<p><a href="http://www.luca-volonte.com/" target="_blank">Liberté, Egalité, Volonté :: The Blasfemous Art Riot</a> (2007)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Les Liens Invisibles</strong></p>
<p><a href="http://www.seppukoo.com/" target="_blank">Seppukoo</a> (2009)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Moddr_</strong></p>
<p><a href="http://suicidemachine.org/" target="_blank">The Web 2.0 Suicide Machine</a> (2009)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>®TMark</strong></p>
<p><a href="http://rtmark.com/gwbush/" target="_blank">GWBush.com </a>(1999)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>Cornelia Sollfrank</strong></p>
<p><a href="http://www.artwarez.org/72.0.html?&amp;L=1" target="_blank">I DON&#8217;T KNOW</a> (1968/2006)</p>
<p>Conversation between Andy Warhol and Cornelia Sollfrank</p>
<p>\\</p>
<p><strong>The Yes Men</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LiWlvBro9eI" target="_blank">The legendary BBC Bhopal Hoax</a> (2004)</p>
<p>\\</p>
<p><strong>UBERMORGEN.COM</strong></p>
<p><a href="http://www.ipnic.org/" target="_blank">The Injunction Generator</a> (2003)</p>
<p>||||||</p>
<p>here more: <a href="http://www.liveperformersmeeting.net/2010/en/thursday-27/cease-desist-art-yes-this-is-illegal.htm">THURSDAY 27: Cease &amp; Desist Art: yes, this is illegal! | LPM 2010 - LIVE PERFORMERS MEETING</a>.</p>
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		<title>Stelarc wins the Prix Ars Electronica 2010 - Hybrid Art</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:45:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The winners of the Prix Ars Electronica 2010.
Stelarc has been experimenting with art and biomedical research for over 30 years. The philosophy behind his work: Prostheses not as means of compensating for physical deficiencies but rather as ways to enhance our physical capabilities. Instead of replacing a missing or defective body part, Stelarc improves or [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mlwrx.com/sys/wv.aspx?sub=H3CCZ_IREDM">The winners of the Prix Ars Electronica 2010</a>.</p>
<p><div id="attachment_2300" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2300" title="stelarc_r" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/stelarc_r-300x77.jpg" alt="  Ear on Arm / Stelarc" width="300" height="77" /><p class="wp-caption-text">  Ear on Arm / Stelarc</p></div></p>
<p>Stelarc has been experimenting with art and biomedical research for over 30 years. The philosophy behind his work: Prostheses not as means of compensating for physical deficiencies but rather as ways to enhance our physical capabilities. Instead of replacing a missing or defective body part, Stelarc improves or expands the form and functions of his body with the help of custom-developed interfaces and apparatuses. “Ear on Arm,” an earimplanted onto his forearm, consists of soft tissue and flexible cartilage, and is thus a prosthesis that could possibly be produced right on the body itself. It’s based on a concept that originated in the 1990s. The artist has been continually conducting research and upgrading the ear’s functional efficiency, using his own body as a field of experimentation, as a human-machine interface.</p>
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		<title>Diaspora</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 16:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Diaspora &#8211; the privacy aware, personally controlled, do-it-all distributed open source social network
We are four talented young programmers from NYU’s Courant Institute trying to raise money so we can spend the summer building Diaspora; an open source personal web server that will put individuals in control of their data.
What is it?
Enter your Diaspora “seed,” a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://kck.st/9QC2zk'><img border='0' src='http://www.kickstarter.com/projects/196017994/diaspora-the-personally-controlled-do-it-all-distr/widget/card.jpg' /></a></p>
<p>Diaspora &#8211; the privacy aware, personally controlled, do-it-all distributed open source social network</p>
<p>We are four talented young programmers from NYU’s Courant Institute trying to raise money so we can spend the summer building Diaspora; an open source personal web server that will put individuals in control of their data.</p>
<p>What is it?</p>
<p>Enter your Diaspora “seed,” a personal web server that stores all of your information and shares it with your friends. Diaspora knows how to securely share (using GPG) your pictures, videos, and more. When you have a Diaspora seed of your own, you own your social graph, you have access to your information however you want, whenever you want, and you have full control of your online identity. Once we have built a solid foundation, we will make Diaspora easy to extend to facilitate any type of communication, and the possibilities will be endless.</p>
<p>For a little more detailed explanation, checkout <a href="http://www.joindiaspora.com/2010/04/21/a-little-more-about-the-project.html">this blog post</a>.</p>
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		<title>Premio Share 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:36:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Piemonte Share annuncia la nuova edizione del Premio  Share, un concorso internazionale per opere realizzate di arte digitale.
Dal 23 aprile fino al 6 giugno 2010 è  possibile iscriversi al Premio, utilizzando il form di registrazione  presente sul sito www.toshare.it.
Il premio, che ha lo scopo di scoprire, promuovere e sostenere le arti  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/shareprize.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-2106" title="shareprize" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/04/shareprize.jpg" alt="shareprize" width="550" height="150" /></a></p>
<p class="style4">Piemonte Share annuncia la nuova edizione del Premio  Share, un concorso internazionale per opere realizzate di arte digitale.<br />
Dal <strong>23 aprile</strong> fino al<strong> 6 giugno 2010</strong> è  possibile iscriversi al Premio, utilizzando il form di registrazione  presente sul sito www.toshare.it.</p>
<p>Il premio, che ha lo scopo di scoprire, promuovere e sostenere le arti  digitali, è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri.<br />
Il concorso è dedicato ad artisti che utilizzano la tecnologia  digitale come linguaggio di espressione creativa, in tutte le forme e i  formati, anche in combinazione con tecnologie analogiche e/o qualunque  altro materiale.</p>
<p class="mainbar style3">Una Giuria internazionale assegnerà un premio  in denaro di Euro 2.500 all’opera (edita o inedita) che meglio  rappresenterà la sperimentazione tra arti e nuove tecnologie.</p>
<p class="mainbar style3">La giuria è così composta:<br />
<strong><strong>Jurij Krpan</strong></strong> (direttore artistico  Galleria Kapelica, Ljubljana) - presidente<strong><br />
Andy Cameron</strong> (Interactive Creative Director Wieden + Kennedy, London)<br />
<strong>Bruce Sterling</strong> (scrittore e giornalista, Austin)<br />
<strong>Fulvio Gianaria</strong> (presidente Fondazione Arte CRT,  Torino)</p>
<p class="mainbar style3">Entro fine luglio 2010 saranno resi noti i  nomi degli artisti finalisti (una short list di massimo 6 concorrenti).<br />
I candidati al premio saranno invitati a partecipare alla 6° edizione  di Share Festival, che si svolgerà a Torino dal <strong>2 al 7 novembre  2010</strong> al Museo Regionale di Scienze Naturali.</p>
<p><a href="../../shareprize/shareprize2010_ita.pdf" target="_blank">SCARICA IL BANDO DI CONCORSO</a></p>
<p><a href="../../shareprize/submit.php?lang=it" target="_blank">ISCRIVITI ONLINE</a></p>
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		<title>BIJA/Sounds of Impermanence</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 06:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Sabato 15 maggio gli spazi dell&#8217;ex cimitero San Pietro in Vincoli ospitano la manifestazione BIJA/Sounds of Impermanence, un progetto di Zona Castalia Associazione di Cultura Globale e di O.F.F.
Il progetto è curato da Chew-Z,  una netlabel fondata nel novembre 2006 da Fabio Battistetti e Daniele Pagliero, il cui scopo è quello di promuovere un circuito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/chewz.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2275" title="chewz" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/chewz.jpg" alt="chewz" width="600" height="844" /></a></p>
<p><strong>Sabato 15 maggio</strong> gli spazi dell&#8217;ex cimitero San Pietro in Vincoli ospitano la manifestazione <em>BIJA/Sounds of Impermanence</em>, un progetto di Zona Castalia Associazione di Cultura Globale e di O.F.F.</p>
<p>Il progetto è curato da <a href="http://www.chewz.net" target="_blank">Chew-Z</a>,  una netlabel fondata nel novembre 2006 da Fabio Battistetti e Daniele Pagliero, il cui scopo è quello di promuovere un circuito alternativo di distribuzione musicale attraverso internet, rendendo disponibili gratuitamente le produzioni musicali e creando connessioni tra realtà simili sia nazionali che internazionali, alimentando la crescita e il consolidamento di un movimento culturale nuovo: quello del sapere condiviso e di pubblico dominio.<br />
Gli spettacoli inizieranno alle 21.30 con il monologo “<em>Icona</em>” (di <strong>Giordano Amato</strong>, con <strong>Eliana Amato Cantone</strong>) sonorizzato per l&#8217;occasione da <strong>Paul Beauchamp</strong>.<br />
A seguire il live set di <strong>Yorgl</strong>, la performance <em>AGON</em> di <strong>Tobor Experiment</strong> e<strong> Giuseppe Cordaro</strong>, ispirata ai film di Kenneth Anger e i Riga, vincitori nel 2009 del di Elettrowave per la categoria audio/video. A supportare i musicisti ci saranno i visual artist <strong>Headvision</strong> ed <strong>Ojos</strong>.<br />
Nel chiostro Chew-Z allestirà un soundsystem di musica elettronica licenziata in Creative Commons.</p>
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		<title>Transmedia Factual</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TOSHARE</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
 Giovedì 13 maggio, due tavole rotonde aprono l&#8217;insieme dell&#8217;evento Transmedia Factual, proponendo una riflessione corale sull&#8217;innovazione editoriale in Italia e in Francia. Libri, film, siti web, redazioni web, documentari su quotidiani e reti televisive, innovazione negli strumenti pedagogici e, naturalmente, adattamenti di romanzi per il grande schermo. Intervengono: Claudio Papalia (Associazione F.E.R.T., IT), Massimo Arvat [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/transmedia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2271" title="transmedia" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/transmedia.jpg" alt="transmedia" width="650" height="478" /></a></p>
<p><strong> Giovedì 13 maggio</strong>, due tavole rotonde aprono l&#8217;insieme dell&#8217;evento <em>Transmedia Factual</em>, proponendo una riflessione corale sull&#8217;innovazione editoriale in Italia e in Francia. Libri, film, siti web, redazioni web, documentari su quotidiani e reti televisive, innovazione negli strumenti pedagogici e, naturalmente, adattamenti di romanzi per il grande schermo. Intervengono: Claudio Papalia (Associazione F.E.R.T., IT), Massimo Arvat (Zenit Arti Audiovisive, IT), Enrica Capra (Graffiti Doc, IT), Joël Ronez (Webdoc ARTE France, FR), Hilaire Multon (Delegazione CulturaleFrancese per il Piemonte, Ambasciata di Francia), Patric Jean (Black Moon Films, BE), Sylvie Cann (Cherche-Midi, FR), Isabelle Fauvel (Initiative Film, FR), Grégory Messina (Éditions Robert Laffont, FR).  In collaborazione con Associazione F.E.R.T., BIEF, Cluster Doc/Factual Torino, il Polo di innovazione della Creatività digitale, Délégation culturelle de Turin (Ambasciata di Francia in Italia) e ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero .<br />
<strong>ore 10.30-13.00 - Sala Copenhagen | IBF - Salone del Libro</strong></p>
<p><strong> Giovedì 13 e venerdì 14 maggio</strong>, <em>Transmedia Showroom</em> - La più completa rassegna di prodotti transmedia factual di recente realizzazione. Oltre 150 titoli da 3 continenti - navigabili e analizzabili per generi, temi, formati, lingue, vettori, modelli di business - selezionati tra i più interessanti per ricchezza del contenuto, livello di interattività, qualità e innovatività della realizzazione. I contenuti sono classificati e organizzati sulla base delle nuove tassonomie emergenti. Lo showroom funziona per due giorni (13 e 14 maggio) nell&#8217;aula multimediale del Virtual su postazioni con collegamento internet veloce. Selezione a cura di Fert Rights.<br />
<strong>ore 10.00-18.00 - VR&amp;MMP</strong> | Polo della Creatività Digitale - Corso Lombardia 190  <strong><br />
</strong></p>
<p><strong> Venerdì 14 maggio</strong>, <em>Day of Transmedia Studies</em> - La giornata di studi di venerdì 14 maggio, guidata da Joël Ronez, responsabile della nuova sezione webdocumentario di ARTE France, attraverso lo studio approfondito di una serie di casi produttivi ci porta alla conoscenza di opere web-native di genere documentario, prima distribuite sul web e poi portate nel palinsesto dell&#8217;emittente culturale franco-tedesca. Il produttore e regista belga Patric Jean affiancherà Joël Ronez nell&#8217;approfondimento delle metodologie di produzione transmediale. E&#8217; prevista la partecipazione, fra altri, di alcuni importanti editori italiani: RCS, con Jacopo Gori, redazione web del Corriere.it e DeAgostini, con Antonio Scuderi, coordinatore editoriale.<br />
<strong>ore 10.00-18.00 - VR&amp;MMP</strong> | Polo della Creatività Digitale - Corso Lombardia 190</p>
<p>Transmedia Factual è organizzato nel quadro del Polo della Creatività Digitale e i suoi contenuti sono stati curati dalle società del cluster Documentario/Factual di Torino. Fert Rights ha curato lo showroom; GraffitiDoc, La Sarraz, SGI e Zenit Arti Audiovisive hanno collaborato alla realizzazione della giornata di studi.<br />
Gli organizzatori ringraziano l&#8217;Ambasciata di Francia e la Camera di Commercio di Torino per il loro supporto.</p>
<p><a href="http://www.fert.org/transmedia-factual.htm" target="_blank"> Iscrizione obbligatoria.</a></p>
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		<title>M.A.P. (Multimedia and Audiences Profiling)</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 14:41:33 +0000</pubDate>
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Giovedì 13 maggio 2010, alle ore 17 presso il Laboratorio &#8220;G. Quazza&#8221;, a Palazzo Nuovo, via S.Ottavio 20, a Torino, si tiene la presentazione del progetto M.A.P. (Multimedia and Audiences Profiling), ideato da Silvia Giachello, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Letterarie e Filologiche dell&#8217;Università di Torino, fotografa e dottoranda in Beni Culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/map.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2267" title="map" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/map.jpg" alt="map" width="600" height="350" /></a></li>
</ul>
<p><strong>Giovedì 13 maggio 2010</strong>, alle ore 17 presso il Laboratorio &#8220;G. Quazza&#8221;, a Palazzo Nuovo, via S.Ottavio 20, a Torino, si tiene la presentazione del progetto <em>M.A.P. (Multimedia and Audiences Profiling)</em>, ideato da <strong>Silvia Giachello</strong>, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Letterarie e Filologiche dell&#8217;Università di Torino, fotografa e dottoranda in Beni Culturali (Comunicazione e Media) al Politecnico di Torino, e realizzato grazie al contributo degli studenti del professor Giulio Lughi.</p>
<p>Una mappa è l&#8217;interpretazione del territorio che rappresenta. Documentare un evento significa progettare e realizzare la mappa di un territorio complesso. La presentazione di M.A.P., generatore di mappe concettuali web-based per la documentazione audiovisiva di eventi e l&#8217;approfondimento di tematiche legate al multimedia, sarà un&#8217;occasione per riflettere - a partire dai materiali prodotti sul Piemonte Share Festival 2009- sulla documentazione come interpretazione e restituzione di flussi di conoscenza e sulle qualità specifiche che i media digitali e la rete offrono e impongono a tale pratica.</p>
<p><a href="http://www.cirma.unito.it/seminari/index.html" target="_blank">http://www.cirma.unito.it/seminari/index.html</a></p>
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		<title>Bando roBOt Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 15:52:26 +0000</pubDate>
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roBOt: un festival di respiro internazionale che con il 2010 arriva alla sua terza edizione, in un viaggio sempre più esaltante e sempre più pronto a raccogliere le sfide delle nuove forme di arte, sperimentazione e intrattenimento in un mondo dove il rinnovamento sociale, estetico e ideale è realtà continua e quotidiana, anche grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/robot.jpg"></a><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/robot1.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-2166" title="robot03_OUTPT" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/robot1.jpg" alt="robot03_OUTPT" width="600" height="233" /></a><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/robot.jpg"><br />
</a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/robot.jpg"> </a><br />
</span>r<span style="color: #000000;">oBOt: un festival di respiro internazionale che con il 2010 arriva alla sua terza edizione, in un viaggio sempre più esaltante e sempre più pronto a raccogliere le sfide delle nuove forme di arte, sperimentazione e intrattenimento in un mondo dove il rinnovamento sociale, estetico e ideale è realtà continua e quotidiana, anche grazie all&#8217;avvento di tecnologie sempre nuove. </span></p>
<p style="margin-right: -0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Novità tecnologiche e nuove forme di espressioni artistiche chiamano anche nuovi attori capaci di esercitarsi su nuove modalità operative. La figura del </span><span style="color: #000000;"><em>nerd</em></span><span style="color: #000000;"> compie un deciso salto di qualità, perdendo ogni connotazione negativa e trasformandosi, vista la capacità di </span><span style="color: #000000;"><em>intelligenza tecnologica</em></span><span style="color: #000000;">, in uno snodo fondamentale.</span></p>
<p style="margin-right: -0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">La persona un tempo autisticamente rinchiusa nei meandri della cibernetica è oggi quella che meglio è in grado di interpretare la sfida dell&#8217;autoproduzione, della creazione e gestione di canali performativi e distributivi, dello sviluppo e della rivoluzione dei canali di interazione tra pubblico e performer; il tutto mettendo un tocco profondamente personale nato dalla pratica, dalla voglia di mettersi in gioco in prima persona quando si tratta di fronteggiare le nuove tecnologie e dalla volontà/necessità di giostrare con le proprie forze conoscitive i meccanismi di funzionamento di tutto ciò che rientra nel proprio mondo.</span></p>
<p style="margin-right: -0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">roBOt è terra d&#8217;elezione per chiunque metta in campo fortissimamente se stesso – con tutta la componente umana che è base di ognuno – nel momento di affrontare le nuove arti contemporanee, quelle in grado di interagire con la tecnologia. Conoscenza dei new media, con un approccio tuttavia che sia profondamente emotivo (o che sia in grado di agire sull&#8217;emotività dell&#8217;audience).<br />
</span></p>
<p style="margin-right: -0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">I progetti e I lavori selezionati saranno inclusi nel programma di roBOt03.<br />
La scheda di partecipazione può essere scaricata nella sezione Call4robot del nostro sito, <a href="http://www.robotfestival.it" target="_blank">www.robotfestival.it</a> , e va spedita entro il 15 giugno assieme a:<br />
• 1 demo dell&#8217;opera in DVD<br />
• presentazione del progetto<br />
• dati sull&#8217;attività dell&#8217;autore<br />
• Scheda tecnica dettagliata</p>
<p>al seguente indirizzo:<br />
Associazione Culturale  Shape<br />
via De&#8217; Pepoli 8/b<br />
40125 Bologna</p>
<p></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>Squatting Supermarket a Mondovì</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 12:28:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Venerdì 7 maggio alle ore 18:00, presso l’Antico Palazzo di Città a Mondovì Piazza (via Giolitti 1) l’associazione culturale Marcovaldo, il Comune di Mondovì e l’associazione The Sharing, presentano il workshop Squatting  Supermarket a Mondovì. L&#8217;istallazione, il software, gli attori e lo sviluppo locale&#8221; a cura di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico .
L’ingresso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2162" title="squatting_1-400x3342" src="http://www.toshare.it/toshare09/wp-content/uploads/2010/05/squatting_1-400x3342.png" alt="squatting_1-400x3342" width="400" height="334" /></p>
<p><strong>Venerdì 7 maggio alle ore 18:00</strong>, presso l’Antico Palazzo di Città a Mondovì Piazza (via Giolitti 1) l’associazione culturale Marcovaldo, il Comune di Mondovì e l’associazione The Sharing, presentano il workshop<em> Squatting  Supermarket</em> a Mondovì. L&#8217;istallazione, il software, gli attori e lo sviluppo locale&#8221; a cura di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico .</p>
<p>L’ingresso è libero.</p>
<p>Presentato per la prima volta in occasione del Piemonte Share Festival &#8216;09, Squatting Supermarket è una coproduzione Art is Open Source/FakePress con due anime: una artistico/performativa, l&#8217;altra tecnologica. L&#8217;installazione riproduce un supermercato interattivo in Realtà Aumentata. ll cuore tecnologico dell’installazione è iSee, un’applicazione mobile per iPhone, Symbian e Android che consente di interagire con i loghi dei prodotti. Inquadrando il prodotto, l’applicazione lancia il sistema di image processing che riconosce il logo, consentendo all’utente di accedere a una strato aggiuntivo di informazioni, provenienti da una pluralità di fonti.  Il logo diventa un wiki, un’infrastruttura di comunicazione aperta e potenzialmente accessibile a una massa critica di soggetti, un social network distribuito, un ecosistema p2p. <em> Squatting  Supermarket</em>, in sintesi, usa l’infrastruttura fisica e informativa del consumo (punto vendita+logo) per riprogettare radicalmente lo shopping. Attraverso un ambiente immersivo, interattivo e sensorialmente stimolante le storie, le relazioni dei prodotti, le conseguenze di gesti semplici come prendere un oggetto da uno scaffale, diventano immediatamente visibili alla percezione del consumatore. Il supermercato si trasforma in un luogo di opportunità per l&#8217;espressione e il dialogo, abilitate dall&#8217;uso delle tecnologie.</p>
<p>Insieme alle slide, alle immagini e ai video di repertorio accumulati tra eventi, conferenze ed iniziative, saranno mostrati in anteprima anche alcuni contenuti realizzati per l’installazione: microdocumentari, infoestetiche e esperienze interattive che espandono l’esperienza dello shopping e informano l’utente.</p>
<p><em> Squatting  Supermarket</em> è inoltre al centro di un percorso di ricerca inter-universitario che coinvolge attualmente due atenei: le università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; e &#8220;Tor Vergata&#8221;. Il primo risultato è la ricerca &#8220;L&#8217;Activ Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing&#8221; realizzata da laria Bassi, Vanessa D’Acquisto, Piergiorgio Malfa, Vittoria Mauro con il coordinamento scientifico di Dario Carrera, Salvatore Iaconesi, Oriana Persico, Cary Hendrickson, Federico Ruberti, Luca Simeone, Marco Scialdone: il progetto è promosso da FakePress, Art is Open Source, The Hub Roma in collabiorazione con il Corso “Sperimentazioni di Tecnologie e Comunicazioni Multimediali” della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni – La Sapienza”, Dipartimento di Disegno Industriale e il Corso di “Economia delle Aziende non profit” della Facoltà di Economia – “Tor Vergata”.</p>
<p>Altrettante iniziative saranno avviate con il Politecnico di Torino, con l&#8217;obiettivo di estendere le collaborazioni ad un network internazionale di studenti e ricercatori interessati a sviluppare i molteplici e aspetti del progetto</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong><br />
<a href="http://www.fakepress.it/FP/?p=523">Squatting Supermerkets - scheda riassuntiva</a><br />
<a href="http://www.artisopensource.net/2009/10/25/squatting-supermarkets-italiano/">Squatting Supermerkets - statement artistico</a> di Salvatore Iaconesi<br />
<a href="http://www.fakepress.it/FP/?p=47">iSee - scheda riassuntiva</a><br />
<a href="http://www.envipark.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=270&amp;Itemid=1">Premio per la Tecnologia a Impatto &#8220;0&#8243; </a>dell&#8217;EnviParc di Torino - Piemonte Share Festival &#8216;09<br />
<a href="http://www.fakepress.it/FP/?p=1119">Presentazione @Facoltà di Architettura &#8220;La Sapienza&#8221; </a>04/05/2010 - Roma</p>
<p><strong>Site Reference</strong><br />
<a href="http://www.smir.eu">www.smirproject.eu</a><br />
<a href="http://www.toshare.it">www.toshare.it</a><br />
<a href="http://www.artisopensource.net">www.artisopensource.net</a><br />
<a href="http://www.fakepress.it">www.fakepress.it</a><br />
<a href="http://www.hubroma.net">www.hubroma.net</a><br />
<a href="http://www.designinteraction.it">www.designinteraction.it</a></p>
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		<title>Fra cinema, arte, critica sociale e generi, intervista al Tekfestival</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 20:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penelope.di.pixel</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>

		<category><![CDATA[arte e cinema a roma]]></category>

		<category><![CDATA[festival indipendente]]></category>

		<category><![CDATA[intervista a tekfestival 2010]]></category>

		<category><![CDATA[tecfestival]]></category>

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Pubblico con molto piacere l&#8217;intervista che ho realizzato in questi giorni con il Tekfestival. Del programma abbiamo parlato qualche giorno fa in un post di presentazione: posso solo ricordarvi che è davvero ricco, che fra gli altri verrà proiettato il film di &#8220;The Yes Men&#8221; (artisti che stimo particolarmente), che dare un occhio al sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/artsblog/tekfestival2010.jpg" class="post" border="0" width="586" height="134" alt="tekfestival 2010" /><br clear="all" /></p>
<p>Pubblico con molto piacere l&#8217;intervista che ho realizzato in questi giorni con il <a href="http://www.tekfestival.it/">Tekfestival</a>. Del programma abbiamo parlato qualche giorno fa in un <a href="http://www.artsblog.it/post/5444/teck-festival-ai-confini-del-mondo-dentro-loccidente">post</a> di presentazione: posso solo ricordarvi che è davvero ricco, che fra gli altri verrà proiettato il film di &#8220;The Yes Men&#8221; (artisti che stimo particolarmente), che dare un occhio al sito e alla selezione di trailer (veramente bella) e molto consigliato. Meritano infine attenzione la master class con Nicolas Winding Refn (a ingresso libero) e una sesione speciale dedicata a Marina Grzinic: peccato per l&#8217;incotro previsto con l&#8217;autrice, che purtroppo ha dovuto disdire la sua partecipazione all&#8217;ultimo momento.</p>
<p>Veniamo dunque all&#8217;intervista. Tekfestival è una realtà indipendente che negli anni si è costituita sotto forma di associazione: un gruppo realmente spinto dal desiderio di indagare i conflitti che attraversano la realtà contamporanea. Partendo dalla prospettiva culturale (l&#8217;unica, mi vien da dire, che davvero ci appartiene) dell&#8217;Occidente. &#8220;<em>Ci facciamo carico della posizione che occupiamo nel mondo</em>&#8220;, affermano in una delle frasi più belle e sentite dell&#8217;intervista, che riassume in modo semplice un&#8217;atteggiamento e una scelta complessi. Una delle principali attività che svolge il gruppo è infatti la ricerca (visiva, sociale, antropologica, politica) da cui derivano l&#8217;impostazione e le scelte curatoriali del festival, libere dall&#8217;urgenza di accontentare sponsor e finanziatori di sorta.</p>
<p>L&#8217;ultimo elemento da mettere in luce è infine una riflessione sull&#8217;accesso alla cultura. Capita spesso (troppo) di verificare come grandi eventi finanziati da istituzioni pubbliche e private applichino politiche di prezzo sostanzialmente discriminanti (10-20-30 euro di biglietto significa spesso precludere a larghe fasce di popolazione la possibilità di fruire della cultura). Tekfestival prende una posizione netta: &#8220;<em>L’accesso alla cultura dovrebbe essere sempre gratuito e incentivato soprattutto nei luoghi periferici e tra le classi svantaggiate</em>&#8220;. E nei limiti del possibile si sforzano di tener fede a questo principio: molti degli eventi sono completamente gratuiti (in particolare quelli speciali),  e i prezzi del botteghino decisamente bassi (per farsi un&#8217;idea concreta: abbonamento da 10 ingressi usufruibile da più persone a 35,00 euro.)</p>
<p><span id="more-2131"></span></p>
<p>- Tekfestival, un&#8217;associazione, un evento a cavallo di cinema, arte, critica sociale, generi: presentazioni con il pubblico di ArtsBlog. Come nasce e come si sviluppa il progetto? </p>
<p>Il Tekfestival è iniziato ormai quasi dieci anni fa come una rassegna di cinema organizzata da un piccolo gruppo, Le tecniche, che si occupava di servizi audiovisivi per terzi, associazioni, privati, aziende, centri sociali. Ad un certo punto abbiamo avuto voglia di non essere più solo la manovalanza tecnica delle iniziative altrui, ma di mettere a frutto la nostra passione per il cinema, le competenze che avevamo acquisito. Soprattutto avevamo in testa un progetto politico e culturale, quello di interrogare la società in cui viviamo, le sue lacerazioni, ma anche i tanti laboratori di “resistenza” sparsi per il mondo e di farlo attraverso i racconti cinematografici e documentari. Nel giro di pochi anni il gruppo si è vistosamente allargato, piano piano si sono aggregate sulla base di una forte affinità persone con competenze e sensibilità diverse. Oggi siamo circa in dieci, lavoriamo in modo collettivo e orizzontale, cercando di condividere responsabilità, potere, decisioni. Nel panorama dei festival siamo per questo un’assoluta anomalia, da noi non ci sono direttori artistici, ma un manipolo di persone che ideano e organizzano insieme, dividendosi i compiti e spesso spendendo infinite riunioni per comporre i conflitti e gestire le differenze. Questa è anche però la nostra forza. Negli anni abbiamo capito che il Tekfestival piace soprattutto perché ha un lavoro di ricerca solido alle spalle e dentro ci puoi trovare cose diversissime tra loro, che rispecchiano le passioni inseguite dalle dieci persone che lo costruiscono.  </p>
<p>- Quest&#8217;anno la nona edizione. Cosa ha assicurato negli anni la continuità  del progetto? C&#8217;è un&#8217;edizione che per qualche motivo è rimasta nella &#8220;storia&#8221; del festival? Se sì, perchè? </p>
<p>Probabilmente siamo arrivati alla nona edizione perché per le persone che lo compongono, il Tekfestival è comunque un laboratorio culturale incredibilmente stimolante, che restituisce la sensazione di far parte di una dimensione creativa, di analisi, dove si cresce, che ti fa partecipare alla sfera pubblica. Di cedimenti ovviamente ne abbiamo avuti e ne abbiamo tanti, per buona parte innescati dalla cronica precarietà e inadeguatezza del nostro budget, che ci costringe a lavorare in remissione, ma cosa ancora più grave a dover continuamente aggredire la programmazione e l’offerta culturale per non far straripare le spese. Forse è proprio la natura collettiva del Tekfestival che ne ha assicurato la sopravvivenza negli anni. In questo senso possiamo pensare a due edizioni che hanno segnato per noi dei passaggi importanti. Quella del 2004, al Cinema Pasquino, quando per la prima volta abbiamo sentito che il gruppo si era allargato e che stavamo organizzando un vero festival, in  un cinema grande, con tanti ospiti, un pubblico numeroso, feste tutte le sere, film cercati e scelti da noi con cura. Altrettanto importante, sebbene ben più faticosa, è stata l’edizione dell’anno scorso, quando tutto ci diceva che non l’avremmo dovuta fare perché non era “coperta” dai finanziamenti e invece dopo lunghe discussioni abbiamo deciso di non far finire il Tekfestival e di rischiare. Noi eravamo sfiniti e sfinite, avevamo lavorato sopra le nostre forze senza neanche prendere i rimborsi dei telefoni, avevamo dovuto chiamare a raccolta amiche e amici e chiedere sconti a destra e a manca, ed è stat al’edizione con il pubblico più numeroso che abbiamo mai avuto. Una grande soddisfazione. </p>
<p>- &#8220;Tekfestival. Ai confini del mondo&#8230; dentro l&#8217;Occidente&#8221;: quali &#8220;geografie&#8221; esplora e delimita  il festival? Mi incuriosisce molto la frase che avete scelto: sembra suggerire un andare ai confini (i margini forse?) ma dal di dentro della cultura occidentale: mi sbaglio?</p>
<p>Fermo restando che probabilmente anche sul “sottotitolo” ognuno/a di noi potrebbe dirti una cosa differente, diciamo che originariamente volevamo suggerire che con la selezione dei film narrativi e documentari proposti avremmo guardato ai tanti confini che attraversano il nostro mondo, quelli geografici, di genere, tra le condizioni di vita ed economiche, tra i corpi, e allo stesso tempo avremmo tenuto particolarmente d’occhio cosa succede dentro il nostro Occidente a capitalismo avanzato. Ci facciamo carico della posizione che occupiamo nel mondo.</p>
<p><strong>- Nicolas Winding Refn e Marina Grzinic terranno due master class per i pubblico: parliamo un po&#8217; di loro e di come si inseriscono i due incontri nell&#8217;architettura generale del festival. </strong></p>
<p>Purtroppo Marina Grzinic ci ha appena detto che non verrà per gravi impedimenti e quindi stiamo dando comunicazione che la sua masterclass è annullata. Proporremo comunque una selezione delle sue opere perché è una figura che volevamo assolutamente presentare al pubblico italiano. Lei è una femminista, teorica, video artista che ha lavorato tantissimo sui cambiamenti avvenuti nei Balcani e in Europa orientale negli ultimi trenta anni. Condensa nelle sue opere una moltitudine di temi cari al Tekfestival, come la relazione Est/Ovest, la guerra, la sessualità. Siamo veramente orgogliose/i poi di avere Refn con noi e di presentare ben 4 dei suoi film. È un regista che nell’ultimo decennio sta guadagnando un posto autorevole tra i cineasti del presente, vero indagatore dei recessi umani e degli anfratti più nascosti di una società modello come quella danese. Ci piaceva poi l’idea di ampliare lo spazio dedicato alla “formazione”, ai videomakers, a quanti hanno curiosità di sapere questi registi di cui vedono le opere come lavorano, che tipo di piste seguono e quali percorsi hanno intrapreso. </p>
<p><strong>- Infine l&#8217;accesso. Noto una certa attenzione a questa tematica, come dimostra il workshop sul programma Media e le molte delle iniziative a ingresso libero. Rimango sempre colpita nel costatare che le realtà indipendenti spesso adottano politiche culturali e di accesso che mi aspetterei da grandi realtà ampiamente supportate (da pubblico e privato): che ne pensate? </strong></p>
<p>Affronti un aspetto per noi di grande importanza, parte fondante del nostro progetto. L’accesso alla cultura dovrebbe essere sempre gratuito e incentivato soprattutto nei luoghi periferici e tra le classi svantaggiate. Nonostante noi non possiamo permettercelo continuiamo a fare di tutto per mantenere una politica dei prezzi bassi e accessibili, perché la nostra iniziativa non vogliamo che sia associata ad un “lusso” ma desidereremmo vederla frequentata il più possibile. </p>
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